Libia: soccorsi 324 migranti dalla Guardia Costiera al largo di Zuwara

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 12:34 in Immigrazione Libia

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La Guardia Costiera libica ha soccorso 324 migranti al largo della costa occidentale della Libia, mentre tentavano di raggiungere l’Europa a bordo di due gommoni, nella giornata di lunedì 19 febbraio. Nello specifico le imbarcazioni, intercettate ad ovest della città di Zuwara, trasportavano 35 donne e 16 bambini, ha spiegato il portavoce della Guardia Costiera, Ayoub Qassem. La maggior parte di loro proviene dai Paesi dell’Africa subsahariana, quali Ciad, Nigeria, Mali e Costa d’Avorio. I restanti sono originari della Tunisia, del Pakistan, del Marocco e della Libia.

La città di Zuwara, fino al 2015, era stata una dei principali snodi per i trafficanti di esseri umani che operano nel Paese nordafricano, fino a quando, nell’agosto di quell’anno, si verificò un naufragio che causò la morte di più di 200 persone.

Dal primo gennaio al 20 febbraio 2018, sono giunti in Italia complessivamente 5.217 migranti, di cui 3.742 sono partiti dalle coste libiche. Si tratta di una diminuzione pari al 60,49% rispetto al 2017 secondo le stime del Ministero dell’Interno. Alla luce di tali dati, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, nel corso di un intervento televisivo, ha spiegato che il fenomeno migratorio è oramai sotto controllo, poiché “per l’ottavo mese consecutivo i dati dei flussi sono con il segno meno” e, nel mese di febbraio, è previsto che arrivi sulle coste italiane il 90% di migranti in meno rispetto all’anno precedente. Minniti, tuttavia, ha sottolineato che la situazione in Africa, e soprattutto in Libia, è ancora molto delicata, in quanto il paese nordafricano è caratterizzato da una situazione di fragilità. “L’aspetto dei diritti umani dei migranti è per me un assillo fondamentale”, ha affermato il ministro, spiegando che le autorità italiane stanno cercando di gestire il fenomeno migratorio tenendo insieme sicurezza e umanità. A suo avviso, è possibile intervenire in Africa facendo sì che coloro che scappano dalle guerre non siano obbligati a raggiungere l’Europa sulle barche degli scafisti, ma possano arrivare nel nostro continente con l’aiuto dei governi, le Ong e i corridoi umanitari.

Occorre ricordare che l’Italia ha avviato il primo corridoio umanitario con la Libia tra il 22 e il 23 dicembre 2017, facendo arrivare 162 rifugiati che si trovavano nei territori libici. Il 14 febbraio, è giunto in Italia il secondo gruppo di migranti dalla Libia, facendo salire a 314 il numero degli stranieri portati nel Paese attraverso il corridoio umanitario. Il 12 gennaio 2017, Roma aveva aperto un altro corridoio umanitario con l’Etiopia per favorire l’arrivo degli stranieri nel Paese in modo legale e in condizioni di sicurezza degli individui bisognosi di protezione internazionale.

La Libia versa in una situazione di caos e instabilità da quando il dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011. Da allora, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transizione democratica e, ancora oggi, è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza degli Stati Uniti e dell’Onu; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza della Russia e dell’Egitto. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. Secondo le registrazioni effettuare dall’IOM, sono più di 400.000 i migranti rinchiusi nei centri di detenzione in Libia, anche se è stato stimato che siano complessivamente 700.000. In tali luoghi, gli individui sono costretti a vivere in condizioni precarie, senza abbastanza cibo, acqua e altri beni di prima necessità. Molti centri sono talmente affollati che i migranti non hanno spazio nemmeno per sdraiarsi. Inoltre, sono sistematicamente sottoporti a torture e abusi, che non vengono risparmiati nemmeno alle donne e ai minori. Il 14 novembre 2017, la CNN aveva pubblicato un video in cui veniva mostrato un gruppo di migranti africani che, a poca distanza da Tripoli, erano venduti all’asta come schiavi per 400 dollari. Tale pratica era già stata denunciata da Othman Belbeisi, capo della missione dell’International Organization for Migration (IOM) in Libia, l’11 aprile 2017. Belbeisi aveva ha spiegato che i migranti vengono venduti ad un prezzo tra i 200 e i 500 dollari, e sono tenuti prigionieri per 2 o 3 mesi almeno. Tuttavia, l’indignazione internazionale si è sollevata in seguito alla denuncia della CNN, così che l’Onu, il 15 novembre, aveva accusato i governi europei e, in particolare, l’Italia di essere complicità delle autorità libiche circa i trattamenti disumani dei migranti. Per tutta risposta, Minniti aveva affermato che “il rispetto dei diritti umani per l’Italia era e sarebbe stato irrinunciabile”, sottolineando che su questo piano, Roma sentiva la necessità di agire al più presto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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