Israele – Egitto: accordo storico per il gas naturale

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 13:33 in Egitto Israele

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Israele ha concluso un “accordo storico”, del valore di miliardi di dollari, per la vendita di gas naturale all’Egitto, secondo quanto affermato dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Lunedì 19 febbraio, la società israeliana Delek ha annunciato la conclusione di due accordi per la vendita di gas alla società privata egiziana Dolphinus Holdings. I patti prevedono l’acquisizione, da parte dell’azienda egiziana, di 64 miliardi di metri cubi di gas in 10 anni, per un valore di 15 miliardi di dollari. La fornitura dovrebbe iniziare non appena saranno pronte le infrastrutture del gasdotto e continuerà fino all’adempimento dei termini previsti dal contratto o fino alla fine del 2030.

Stando alle informazioni riferite dal quotidiano israeliano Haaretz, l’accordo prevedrebbe la possibilità di utilizzare le infrastrutture per il trasporto di gas presenti nel deserto del Sinai. Il gasdotto sarebbe stato più volte fatto saltare in aria dai terroristi, ma sarebbe stato riparato e ora potrebbe essere rimesso in funzione.

Il gas naturale proviene dai giacimenti offshore di Leviathan e Tamar. Si tratta di due giacimenti sottomarini che si trovano nel mar Mediterraneo, al largo delle coste israeliane e libanesi. Quando era stato scoperto, nel 2009, il giacimento di Tamar, situato a 90 km al largo della costa settentrionale di Israele, costituiva la più grande riserva di gas a livello mondiale. Nel 2010, il giacimento di Leviathan era stato definito la riserva di gas naturale più grande scoperta in un decennio. 

In merito all’accordo, il primo ministro Netanyahu ha dichiarato che “questo porterà miliardi di dollari nelle casse dello Stato” e ha aggiunto che ciò “porterà benefici all’istruzione, alla sanità e al benessere dei cittadini israeliani e rafforzerà la sicurezza, l’economia le relazioni regionali e, cosa più importante, rafforzerà i cittadini di Israele”. Secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Monitor, Israele spera che le riserve di gas in suo possesso consentano al paese di divenire indipendente a livello energetico e di diventare un fornitore per l’Europa, oltre a forgiare i legami strategici nella regione.

In questo contesto, il 5 dicembre 2017, i ministri dell’Energia di Israele, Italia, Cipro e Grecia avevano firmato un memorandum d’intesa per la costruzione di un gasdotto tra Israele e l’Italia. Il piano prevedeva la costruzione di un’infrastruttura della lunghezza di 2.100 km, che avrebbe trasportato il gas naturale da Israele, in particolare dal giacimento di Leviathan, situato nel Mar Mediterraneo, a largo della costa israeliana, verso l’Italia, attraverso Cipro e la Grecia. Si tratterebbe del più lungo gasdotto sottomarino a livello mondiale.

L’Egitto possiede riserve di gas naturale, ma queste non sono sufficienti per rispondere alla domanda sia interna sia legata all’esportazione di gas naturale liquefatto (GNL). Il progetto delle multinazionali che lavorano in Egitto sarebbe quello di acquistare il gas israeliano, liquefarlo nelle strutture egiziane ed esportarlo in Europa.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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