Ghouta: le forze di Al-Assad si preparano a un assalto via terra

Pubblicato il 20 febbraio 2018 alle 15:21 in Medio Oriente Siria

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Continuano i bombardamenti delle forze fedeli al governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, nel territorio del Ghouta orientale, situato nella campagna di Damasco, mentre le truppe di terra si stanno preparando ad assaltare l’area.

Nella mattinata di martedì 20 febbraio, i raid aerei delle forze fedeli ad Al-Assad hanno causato la morte di 73 civili. Si tratta del terzo giorno consecutivo di bombardamenti nell’area. Durante le 48 ore precedenti, domenica 18 e lunedì 19 febbraio, più di 100 civili, di cui 20 bambini, erano rimasti uccisi e feriti nel territorio del Ghouta orientale, a causa di 120 attacchi aerei condotti dalle forze fedeli al presidente siriano, secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.

In merito all’escalation di violenza nel territorio, lunedì 19 febbraio, il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha dichiarato: “Il governo sta bombardando il Ghouta orientale per aprire la strada a un’offensiva via terra” e ha aggiunto: “I rinforzi sono completi; l’attacco sta solo aspettando la luce verde”. Rahman si riferisce al fatto che, negli ultimi giorni, il presidente siriano, Bashar Al-Assad, avrebbe inviato rinforzi, provenienti da tutto il Paese, vicino al territorio del Ghouta.

Il territorio del Ghouta, che costituisce una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, era stato posto sotto assedio dalle forze del regime nel dicembre 2012. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano la zona hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di un ingente numero di civili, tra i quali numerosi bambini. Il 27 ottobre, le Nazioni Unite avevano denunciato tale situazione, condannando le forze del regime siriano di Bashar Al-Assad, dal momento che l’assedio aveva costretto almeno 350 mila civili a morire a causa della mancanza di cibo. Tra queste persone, più di 1.100 bambini soffrono di gravi forme di malnutrizione e altre centinaia sono ad alto rischio, stando ai dati dell’UNICEF. In tale occasione, l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite aveva descritto la condizione del Ghouta come “una chiara violazione del diritto internazionale umanitario” e “un crimine contro l’umanità e/o un crimine di guerra”.

L’area è entrata a far parte delle zone cuscinetto siriane in seguito al quinto round dei negoziati di Astana, tenutosi nella capitale del Kazakistan il 10 luglio 2017. Precedentemente, il 3 maggio 2017, durante la quarta sessione dei negoziati, Russia, Iran e Turchia avevano raggiunto un accordo in merito alla creazione di quattro zone cuscinetto in Siria, con l’obiettivo di ridurre le tensioni tra le forze del regime e quelle dell’opposizione.

Tra il 5 e il 10 febbraio, il territorio è stato sottoposto a sei giorni di bombardamenti consecutivi, che hanno causato la morte di più di 250 persone. Martedì 6 febbraio, in particolare, i bombardamenti avevano causato “il più grande massacro in Siria in 53 giorni”, uccidendo almeno 80 civili. In questo contesto, martedì 6 febbraio, l’Onu aveva chiesto una tregua umanitaria in Siria per almeno un mese.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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