Piano anti-povertà nello Xinjiang

Pubblicato il 19 febbraio 2018 alle 18:06 in Asia Cina

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La regione autonoma cinese dello Xinjiang, situata nell’area nord occidentale del Paese, ha annunciato, domenica 18 febbraio, di voler implementare un piano triennale per aiutare gli abitanti delle province disagiate ad uscire dalla condizione di povertà estrema. Nel corso del 2018, secondo quanto riportato nel piano, 400.000 persone dovrebbero riuscire a superare il reddito annuale di 362$, identificato come soglia di povertà estrema.

Questo progetto si colloca nel contesto del raggiungimento dell’obiettivo, annunciato dal presidente, Xi Jinping, di rendere la Cina “una società moderatamente prospera” entro il 2020.  Per la sua realizzazione, è previsto l’invio di ufficiali della Repubblica Popolare Cinese nelle 22 province della regione autonoma dello Xinjiang, assistiti da 144 volontari che rimarranno fino alla fine del progetto nel 2020. Lo scorso anno, il governo cinese ha investito circa 960 milioni di dollari nella lotta contro la povertà. L’80% di questi fondi è stato utilizzato per migliorare la situazione in questa regione.

Storicamente la regione dello Xinjiang è caratterizzata dalla presenza dell’etnia Uigura, praticante la religione islamica e parlante la lingua turca. Dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese rivendica la sua indipendenza, a volte anche ricorrendo ad atti di violenza. Sono frequenti scontri tra gli Uiguri, rappresentanti il 45% della popolazione nella regione, e la minoranza di etnia Han. Si tratta di un unicum nel panorama etnico del Paese e spesso, proprio a causa di questa unicità, tale popolo è stato oggetto di discriminazioni e persecuzioni.

Il piano triennale della regione ha anche un secondo scopo accanto a quello della lotta alla povertà estrema. Lo Stato cinese ha timori fondati che alcuni Uiguri possano unirsi o essersi già uniti a gruppi terroristici quali, ad esempio, l’ISIS. Il 27 febbraio 2017, il gruppo terroristico ISIS aveva diffuso un video della durata di mezz’ora indirizzato all’etnia Uigura. In tale video venivano mostrati alcuni combattenti Uiguri in Iraq che facevano voto di ritornare in Cina per compiere una strage. “Noi siamo i soldati del Califfato. Verremo da voi cinesi e useremo le nostre armi per spargere sangue e vendicare gli oppressi” affermava un militante uiguro nel filmato.

L’implementazione del piano è volta, pertanto, anche ad impedire che le gravi condizioni economiche e l’alto tasso di disoccupazione possano spingere gli Uiguri a trovare una soluzione ai loro problemi entrando a far parte del circuito del terrorismo internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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