Palestina: attacco di Israele a Gaza, due morti

Pubblicato il 18 febbraio 2018 alle 13:53 in Israele Palestina

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Israele ha attaccato 18 bersagli nella città di Gaza uccidendo 2 palestinesi, in risposta a un’esplosione che aveva provocato il ferimento di 4 soldati israeliani.

Nella giornata di domenica 18 febbraio, alcuni medici locali della città di Gaza hanno reso noto di aver recuperato il cadavere di due 17enni palestinesi uccisi dall’offensiva portata avanti da un carro armato israeliano. L’attacco di Israele è stato costituito da raid aerei e dagli spari di un carro armato contro 18 bersagli appartenenti ad Hamas, il principale gruppo militante nella città palestinese. L’esercito di Israele ha affermato che i bersagli del carro armato erano alcuni individui a capo di truppe che, secondo le autorità israeliane, stavano cercando di attraversare la frontiera ed entrare in terra israeliana. Tra i bersagli colpiti: strutture adibite alla creazione di armi, campi di addestramento e avamposti appartenenti al gruppo.

Le violenze che hanno innescato l’offensiva di Israele nella città di Gaza erano scoppiate il giorno prima, sabato 17 febbraio, e successivamente sono state sedate entro la mattina di domenica. Sono iniziate con l’esplosione di una bomba al confine tra Gaza e Israele; tale ordigno ha ferito quattro soldati delle truppe israeliane, suscitando la reazione nemica. Si tratta di una delle maggiori escalation violente nella Striscia di Gaza dalla guerra tra i militanti israeliani e quelli palestinesi avvenuta dall’8 luglio al 26 agosto 2014.

Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha dapprima reso noto che a detonare la bomba che ha ucciso i quattro soldati di Israele sarebbe stato il Comitati Popolari di Resistenza, una piccola rete di militanti armati operante a Gaza; in seguito, il ministro ha diffuso un messaggio radio in cui ha additato come responsabile il gruppo di Hamas, affermando che il suo Paese “darà la caccia ai responsabili dell’attacco”. I gruppi armati presenti nella città sono avvezzi evacuare i possibili bersagli in anticipo, quando sospettano una nuova ondata di attacchi da parte di Israele. Nonostante le dichiarazioni di Lieberman, nessun gruppo terroristico ha ancora rivendicato l’esplosione di sabato 17 febbraio. Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha incolpato delle violenze Israele, affermando che Hamas ritiene del tutto colpevole di ogni conseguenza e escalation violenta nella regione contro i suoi membri l’occupazione di Israele.

Le tensioni sono aumentate nella zona, e in particolare lungo i confini di Gaza, da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, mercoledì 6 dicembre 2017.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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