Francia, Gran Bretagna e USA vogliono punire l’Iran per aver armato gli Houthi

Pubblicato il 18 febbraio 2018 alle 15:16 in Iran Yemen

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La Gran Bretagna, gli Stati Uniti e la Francia vogliono che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanni l’Iran per non essere stato in grado di impedire che i ribelli Houthi dello Yemen si appropriassero dei loro missili balistici.

I rappresentanti di Londra, Washington e Parigi vorrebbero che l’organo dell’Onu prendesse i necessari provvedimenti in seguito alla violazione delle sanzioni da parte di Teheran. Pertanto, è stata redatta una bozza di Risoluzione per rinnovare le restrizioni sullo Yemen per un altro anno, consentendo altresì ai 15 membri del Consiglio di Sicurezza di imporne altre mirate, per “qualsiasi attività relativa all’utilizzo di missili balistici nel Paese”. Il documento è stato consegnato ai 15 Paesi membri venerdì 16 febbraio.

L’amministrazione Trump da mesi insiste sulla necessità di accusare l’Iran di violazione delle decisioni delle Nazioni Unite, minacciando contemporaneamente l’abbandono del patto nucleare del 2015 stretto con Teheran, se le condizioni dell’accordo non verranno migliorate. Nikki Haley, l’ambasciatrice statunitense presso l’Onu, ha dichiarato che “sin dalla firma del patto, il regime iraniano ha aumentato il suo supporto a pericolose milizie e gruppi terroristici. I missili e le armi più avanzate appartenenti all’Iran stanno sbucando in tutte le zone di guerra del Medio Oriente”.

La Risoluzione dovrà essere adottata entro il 26 febbraio, ma secondo Reuters è probabile che la Russia respinga la mozione. Per essere approvata, infatti, la decisione ha bisogno di 9 voti a favore e che nessuno dei Paesi fondatori, ossia Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, oppongano il veto. Tuttavia, i rappresentanti russi presso le Nazioni Unite non hanno commentato la bozza di Risoluzione.

A dicembre 2017, la Haley aveva mostrato, a Washington, una serie di resti di missili rinvenuti in territorio saudita, lanciati dagli Houthi. La parte statunitense sosteneva che i razzi erano di fattura iraniana, accusando di fatto Teheran di aver violato il divieto, imposto dall’Onu, di commerciare missili e armi a testata nucleare. L’Iran aveva negato tutte le accuse, richiedendo in seguito la possibilità di esaminare i resti. Gli ufficiali statunitensi avevano concluso che i missili erano effettivamente di fattura iraniana, ma non poteva essere dimostrato se Teheran avesse consegnato gli armamenti prima o dopo l’imposizione del divieto di commercio e scambio di armi da parte delle Nazioni Unite.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, sostenuto dall’Iran, e dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Il presidente Hadi è sostenuto da una coalizione araba entrata nel conflitto il 26 marzo 2015. L’Arabia Saudita è a capo della coalizione araba, di cui fanno parte anche Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, che è entrata nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente destituito. Gli scontri tra le due parti coinvolte nella guerra civile hanno causato la morte di numerosi civili.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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