Arabia Saudita: sì all’azione punitiva dell’Onu contro l’Iran

Pubblicato il 18 febbraio 2018 alle 20:01 in Arabia Saudita Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Arabia Saudita ha accolto positivamente la bozza di una risoluzione delle Nazioni Unite proposta da Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia e volta a punire l’Iran per aver rifornito gli Houthi yemeniti di missili balistici.

Il ministro degli Esteri saudita, Adel al-Jubeir, nel contesto della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, ha affermato: “Per assicurarci che l’Iran si comporti conformemente alle norme del diritto internazionale, dobbiamo assumere posizioni più rigide in merito ai missili balistici e al supporto che Teheran fornisce al terrorismo. L’Iran deve essere riconosciuto colpevole”.

Al-Jubeir ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che, se passasse, la misura punitiva dell’Onu aiuterebbe a ritenere l’Iran responsabile di quanto egli ha definito “un’esportazione di missili balistici” diretti ai ribelli Houthi spalleggiati da Teheran, e lo accusa anche di portare avanti un comportamento radicale e aggressivo nell’intera regione mediorientale, ivi incluso l’appoggio di alcuni gruppi terroristici.

Secondo il ministro saudita, i missili iraniani vengono usati continuamente dagli Houthi per colpire civili tanto in Yemen quanto all’interno dell’Arabia Saudita. Il diplomatico arabo ha altresì fatto appello a cambiare due aspetti del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo nucleare stretto tra le potenze occidentali e l’Iran il 14 luglio 2015. Da una parte, al-Jubeir ha chiesto l’eliminazione della cosiddetta “sunset provision”, ossia della scadenza posta al trattato, per renderlo di fatto valido a oltranza; dall’altra parte, l’incremento delle ispezioni e dei sopralluoghi in terra iraniana, e la loro estensione anche a luoghi militari e siti non dichiarati ufficialmente. Al-Jubeir ha inoltre affermato che spera la Russia venga persuasa ad approvare tale bozza di documento, siccome ogni risoluzione Onu, per entrare in vigore, necessita di almeno nove voti a favore e di nessun voto contrario da parte dei cinque membri permanenti delle Nazioni Unite: Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. La misura in questione sarà discussa e messa ai voti il 26 febbraio prossimo.

La bozza volta a rinnovare le sanzioni Onu sullo Yemen per un altro anno permetterebbe inoltre ai 15 membri del Consiglio di Sicurezza di imporre sanzioni mirate in vista di qualsiasi attività correlata all’uso di missili balistici in Yemen. Prima di essere esposto ufficialmente al Consiglio delle Nazioni Unite venerdì 16 febbraio, il documento è stato discusso e concertato tra Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.

Esperti delle Nazioni Unite hanno indagato separatamente circa la provenienza dei missili usati dai ribelli Houthi, e a gennaio scorso hanno riferito al Consiglio di Sicurezza di aver trovato parti rimanenti di missili di origine iraniana, arrivate in Yemen successivamente all’imposizione dell’embargo sulle armi. Benché non vi siano prove che identifichino chi sia il fornitore di tali armi, o l’eventuale intermediatore dei missili sparati dagli Houthi in Arabia Saudita, l’iran ha violato le sanzioni fallendo nel rispettare il divieto di rifornire, vendere o trasferire i missili e altro materiale aereo al Paese.

In Yemen, all’interno delle dinamiche della guerra civile iniziata il 21 marzo 2015, è attualmente in corso una proxy war tra l’Iran, sostenitore dei ribelli Houthi, e l’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti. Una coalizione a guida saudita è intervenuta nella regione yemenita nel 2015, appoggiando le forze governative nella lotta contro i ribelli, spalleggiati dall’Iran. Teheran ha più volte respinto le accuse che la vedono responsabile di rifornire i ribelli Houthi di missili e armamenti.

L’amministrazione Trump sta insistendo sulla necessità di accusare l’Iran di violazione delle decisioni delle Nazioni Unite, e Washington ha minacciato di abbandonare il patto nucleare del 2015 qualora non vengano riparati i “i terribili errori” presenti nelle condizioni originarie dell’accordo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.