Tillerson: Hezbollah minaccia la stabilità del Medio Oriente

Pubblicato il 16 febbraio 2018 alle 10:41 in Libano USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha offerto il supporto degli Stati Uniti per la creazione di un Libano “libero e democratico” e ha accusato Hezbollah di minacciare la sicurezza del Paese e di svolgere un ruolo destabilizzante in Medio Oriente.

Giovedì 15 febbraio, il segretario di Stato americano si è recato a Beirut, dove ha incontrato il primo ministro, Saad Al-Hariri, nel contesto del suo tour in Medio Oriente, iniziato lunedì 12 febbraio. Il vertice tra le due parti si è svolto in un momento in cui il Libano sta vivendo alcune tensioni con Israele, soprattutto legate al ruolo di Hezbollah, un partito politico sciita libanese sostenuto dall’Iran e considerato un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti.

Il 13 dicembre 2017, il ministro israeliano per l’Intelligence, Yisrael Katz, aveva dichiarato che Israele avrebbe agito per prevenire la presenza militare iraniana in Libano. In tale occasione, Katz aveva affermato che il Paese era a conoscenza del fatto che l’Iran stesse costruendo un impianto di armi in Libano e che stava monitorando il comportamento dell’Iran in tutta la regione, affermando di essere pronto ad “agire militarmente”.

In merito all’organizzazione libanese, Tillerson ha affermato che Hezbollah rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza del Libano e avrebbe un ruolo destabilizzante in medio Oriente. In tal senso, il segretario di Stato ha dichiarato: “Hezbollah non è soltanto una preoccupazione degli Stati Uniti. Il popolo libanese dovrebbe essere preoccupato di come le azioni di Hezbollah e il suo arsenale in espansione portino a controllare in modo indesiderato e inutile il Libano” e ha aggiunto: “Il coinvolgimento di Hezbollah nei conflitti regionali minaccia la sicurezza del Libano e ha effetti destabilizzanti sulla regione”. Il segretario di Stato americano fa riferimento al fatto che le milizie di Hezbollah sono coinvolte nella guerra civile siriana, nella quale combattono a fianco delle forze del governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad. In questo contesto, Tillerson ha dichiarato: “La loro presenza in Siria ha prolungato lo spargimento di sangue, aumentato lo sfollamento degli innocenti e ha appoggiato il regime barbaro di Al-Assad”.

Il segretario di Stato americano ha anche espresso la vicinanza e il sostegno di Washington nei confronti del Libano. In tal senso, Tillerson ha dichiarato: “Gli Stati Uniti stanno dalla parte del popolo libanese per un Libano libero e democratico” e ha aggiunto: “Supportiamo un Libano libero e democratico, libero dall’influenza degli altri e sappiamo che Hezbollah è influenzato dall’Iran. Si tratta di un’influenza che pensiamo non aiuti il futuro a lungo termine del Libano. Dobbiamo anche ammettere la realtà, ovvero che sono parte del processo politico in Libano”. Hezbollah è un’organizzazione libanese nata nel giugno 1982 e divenuta successivamente un partito politico sciita in Libano. Al momento, il gruppo fa parte del governo libanese.

Hezbollah è anche al centro dei recenti problemi politici che si sono verificati in Libano. Il 4 novembre 2017, il premier libanese si era dimesso dalla carica, mentre si trovava in visita a Riad, affermando di temere un attentato contro la propria vita. Al-Hariri aveva ritirato le dimissioni il 22 novembre, dopo quasi tre settimane di assenza da Beirut. In tale occasione, il primo ministro aveva aspramente criticato l’alleanza tra Hezbollah e l’Iran. 

In un discorso pronunciato il 27 novembre 2017, Al-Hariri aveva minacciato che si sarebbe dimesso se Hezbollah non avesse accettato la politica di “neutralità” adottata dal Libano e non sarebbe stato lontano dai conflitti regionali. In tale occasione, il premier aveva altresì affermato che l’Iran sarebbe stato la causa per cui Hezbollah sarebbe entrato nei conflitti regionali. Il premier faceva riferimento al fatto che il gruppo, sostenuto dall’Iran, sta combattendo in Siria, a fianco del regime di Bashar Al-Assad, dallo scoppio della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011. Le milizie di Hezbollah sono presenti anche in Iraq, dove combattono contro lo Stato Islamico. In merito alla questione, Al-Hariri aveva dichiarato: “Non voglio che nel mio governo ci sia un partito politico che interferisce nei Paesi arabi contro gli altri Paesi arabi” e ha aggiunto: “Sto aspettando la neutralità che abbiamo concordato nel governo. Non si può dire una cosa e farne un’altra”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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