Riforma dello statuto basco: una nuova sfida per la Spagna

Pubblicato il 16 febbraio 2018 alle 6:01 in Europa Spagna

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Il Partito Nazionalista Basco (PNV) intende riformare lo Statuto d’Autonomia in maniera da garantire una relazione bilaterale tra le istituzioni basche e quelle spagnole partendo dal principio che i baschi sono “soggetto politico-giuridico titolare” diverso dal resto degli spagnoli.

Il PNV governa Euskadi (nome ufficiale basco della regione) in alleanza con i socialisti e pretende di estendere l’accordo fiscale, che risale al 1978 ed è particolarmente favorevole alla comunità autonoma, agli ambiti politici e giuridici per i quali esige “garanzie e condizioni di lealtà”.

Ad oggi Euskadi è retta dallo Statuto di Guernica, approvato nel 1979, che garantisce al governo regionale un’autonomia maggiore rispetto a quella delle altre regioni spagnole. Non a caso, prima di lanciarsi nella sfida indipendentista, le autorità catalane chiedevano l’applicazione dell’accordo economico basco anche a Barcellona.

Il Partito Nazionalista Basco, tuttavia, reclama un nuovo statuto che garantisca “un nuovo quadro politico di relazioni Euskadi-Stato basato sulla singolarità e la bilateralità”. I nazionalisti baschi insistono sul fatto che la Costituzione spagnola del 1978 riconosce i baschi come “nazione”.

A favore della proposta del PNV si sono espressi EH Bildu, l’estrema sinistra nazionalista nata dalla costola politica della banda terrorista ETA, e Podemos. I Socialisti si dicono favorevoli ad una riforma parziale dello Statuto di Guernica, mentre i Popolari ritengono inopportuno “aprire una discussione che fratturerebbe la società basca” in questo momento.

A Madrid il tema dell’autonomia basca ha causato preoccupazione e forti polemiche. Il governo Rajoy ha ottime relazioni con il governo di Vitoria, guidato da Íñigo Urkullu, ma avrebbe preferito evitare un’altra crisi nazionalista mentre non si è ancora trovata una via d’uscita alla sfida indipendentista catalana.

Rajoy è presidente grazie all’astensione dei sei deputati del PNV e grazie al loro voto favorevole ha approvato l’unica legge di bilancio della presente legislatura. Tuttavia il governo si regge grazie ai voti dei liberali unionisti di Ciudadanos, che, forti della vittoria alle elezioni regionali catalane, hanno accusato popolari e socialisti di intendimenti con il nazionalismo periferico “dannoso per la democrazia spagnola”.

Il partito centrista guidato da Albert Rivera respinge in toto ogni accordo in materia, poiché la proposta del PNV recupera un presunto diritto all’autodeterminazione che minerebbe le fondamenta della convivenza nella regione e in tutta la Spagna.

Ciudadanos accusa inoltre il governo di tessere accordi con i nazionalisti “molto vantaggiosi per il PNV e molto deleteri per gli spagnoli” e accusa la vicepresidente Soraya Sáenz de Santamaría di essere responsabile delle continue concessioni ai nazionalisti baschi.

Andoni Ortuzar, leader del PNV, ha accusato Ciudadanos di essere “il vero pericolo per la democrazia spagnola”, affermando che Rivera “vuole essere Macron, ma propone le stesse politiche di Berlusconi” solo per conquistare qualche seggio in più alle prossime elezioni.

Nell’ottobre 2003 un progetto di riforma dell’autonomia basca, in chiave marcatamente indipendentista, fu presentato dall’allora Lehendakari (presidente del governo autonomo basco) Juan José Ibarretxe.

Il piano prevedeva per i Paesi Baschi uno status di “Stato Libero Associato” alla Spagna, simile a quello che lega Puerto Rico agli Stati Uniti.

Il progetto, Plan Ibarretxe, fu al centro di aspre polemiche nel paese per oltre un anno, finché Ibarretxe non si decise a presentarlo alle Cortes di Madrid, dove fu bocciato il 1 febbraio 2005. Quattro anni dopo Ibarretxe fu sconfitto dal socialista Patxi López aprendo la strada al primo governo non nazionalista di Euskadi.

La proposta attuale, ribattezzata da Ciudadanos “Plan Ibarretxe II” e dalla stampa “Plan Urkullu”, dal nome dell’attuale Lehendakari, è formulata in termini decisamente meno indipendentisti, ma raccoglie molto del tentativo precedente. Tra le principali richieste un sistema giuridico indipendente e separato da quello spagnolo, una sicurezza sociale basca slegata da quella delle altre comunità autonome, la “natura confederale” delle relazioni tra Vitoria e Madrid e di conseguenza la rappresentanza diretta del governo basco in tutti i consessi internazionali in cui è presente la Spagna.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino 

 

 

di Redazione

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