Turchia: 3 migranti morti per naufragio nel fiume Evros

Pubblicato il 15 febbraio 2018 alle 13:33 in Immigrazione Turchia

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Sono stati recuperati 3 corpi di migranti morti in seguito al naufragio del gommone sui cui viaggiavano sul fiume Evros, al confine con la Grecia, la sera di martedì 13 febbraio. Due delle vittime sono bambini di circa 4 e 12 anni, secondo quanto riferito dalla Turkish Disaster and Emergency management Authority (AFAD). Il terzo corpo appartiene a un insegnante turco di 37 anni, che era stato precedentemente licenziato e a cui le autorità avevano proibito di viaggiare all’estero, in quanto sospettato di avere legami con il fallito colpo di stato del 15 luglio 2016. Alcuni volontari che sono intervenuti hanno riferito che il gommone trasportava almeno 8 persone, 4 delle quali non sono ancora state ritrovate, mentre uno soltanto è riuscito a raggiungere le sponde greche. Le operazioni di soccorso sono state rallentate dal maltempo e dalle basse temperature.

Alla luce della crisi migratoria degli ultimi anni, il 18 marzo 2016, la Turchia e l’UE hanno firmato un accordo per bloccare i flussi diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. Nonostante l’accordo abbia chiuso le porte della rotta balcanica ai migranti, non ha avuto gli effetti che l’UE aveva sperato. Il 14 febbraio 2017, Amnesty International ha pubblicato un reclamo, in cui ha denunciato la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, sono stati invece lasciati in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. Gauri Gulik, vice-direttore di Amnesty International per l’Europa, ha definito l’accordo sull’immigrazione, firmato con Ankara, “un disastro”. Attualmente, la Turchia ospita quasi 3 milioni di rifugiati siriani, la maggior parte dei quali vivono in campi profughi. Nel gennaio 2017, Ankara ha stimato di aver speso più di 11,4 miliardi di euro per la gestione di rifugiati dall’inizio della guerra in Siria nel 2011.

I migranti che sono arrivati sulle isole greche in seguito all’accordo con la Turchia del 18 marzo 2016 possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti. Nonostante tale fenomeno sia stato denunciato più volte nel corso degli anni, continuano le segnalazioni delle organizzazioni umanitarie.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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