Sudafrica: Cyril Ramaphosa eletto nuovo presidente

Pubblicato il 15 febbraio 2018 alle 14:41 in Africa Sudafrica

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L’ex vicepresidente Cyril Ramaphosa è stato eletto presidente del Sudafrica, giovedì 15 febbraio, in seguito alla rassegna delle dimissioni da parte del leader Jacob Zuma, il giorno precedente.

In seguito alle crescenti pressioni da parte del partito governativo, African National Congress (ANC) Zuma ha decios di lasciare il potere la notte di mercoledì 14 febbraio. “Nessuna vita dovrebbe essere sprecata in mio nome e l’ANC non si dovrebbe dividere a causa mia. Ho deciso di dimettermi con effetto immediato”, ha dichiarato Zuma in diretta nazionale. Le dimissioni sono state presentate dopo che, il 12 febbraio, il partito di governo aveva dato un ultimatum a Zuma, chiedendogli di lasciare il potere entro 48 ore. Dal momento che il presidente si era rifiutato, nella giornata di mercoledì 14 febbraio, l’ANC aveva deciso di votare una mozione di sfiducia il giorno seguente per obbligare Zuma a dimettersi.

Nato il 12 aprile del 1942, Zuma era entrato a far parte dell’ANC all’età di 17 anni, divenendo da subito un membro attivo dell’ala militare del partito. Convinto di voler rovesciare il regime di apartheid, Zuma era stato imprigionato per 10 anni sull’isola di Robben, insieme a Nelson Mandela. Una volta fuggito, tornò in Sudafrica nel 1990 come uno dei leader dell’ANC per negoziare con la minoranza bianca al governo, una volta che il bando contro il suo partito venne rimosso. Alla luce di ciò, il New York Times ha commentato che il modo in cui Zuma ha rassegnato le dimissioni è stato umiliante. Il quotidiano americano spiega che la sua presidenza, iniziata nel maggio 2009, aveva infuso speranza in milioni di sudafricani, soprattutto nelle fasce più povere. Tuttavia, le numerose accuse di corruzione hanno finito per caratterizzare la sua condotta. Una delle questioni al centro delle denunce era la presunta rivelazione di informazioni governative alla famiglia Gupta, una potente famiglia di immigrati indiani nota per essere coinvolta nel mondo degli affari in Sudafrica. Nonostante ciò, sia i membri della famiglia, sia Zuma hanno sempre negato ogni accusa. Il 14 febbraio, prima che Zuma rassegnasse le dimissioni, la polizia sudafricana aveva effettuato un raid presso una delle abitazioni di lusso dei Gupta a Johannersburg, nel distretto di Saxonworld. L’uscita di scena di Zuma lascia un elettorato disilluso, un’economia indebolita e un’immagine appannata del Sudafrica al resto del continente.

Il 65enne Ramaphosa, divenuto vicepresidente del Sudafrica nel 2014, è stato eletto leader dell’ANC lo scorso dicembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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