Iran: Rouhani si rivolge all’India

Pubblicato il 15 febbraio 2018 alle 15:27 in India Iran

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, si è rivolto all’India in cerca di nuovi investimenti, in risposta alle pressioni americane.

In occasione della visita di stato di Rouhani a New Delhi, iniziata giovedì 15 febbraio e che si concluderà il 17 febbraio, il presidente iraniano ha annunciato che discuterà con il primo ministro indiano, Shri Narendra Modi, lo sviluppo delle relazioni tra le due parti in numerosi settori, tra i quali economia, cultura, comunicazioni, sanità, industria e agricoltura.

All’ordine del giorno vi sarà altresì la questione dello sviluppo del porto di Chabahar, situato nel golfo dell’Oman, nel territorio meridionale dell’Iran, che collegherà il Paese all’Afghanistan e all’Asia centrale. Il 23 maggio 2016, India, Iran e Afghanistan avevano firmato un Memorandum d’Intesa trilaterale per lo sviluppo di una rete di trasporto che collegasse la città di Chabahar, in Iran, a quella di Hajigak, in Afghanistan, nel contesto della creazione di una rotta di terra alternativa tra Teheran e l’Asia Centrale, che bypassasse quella obbligata che passa attraverso il territorio del Pakistan.

In occasione della visita di stato di Modi a Teheran, che si era tenuta nel maggio 2016, l’India aveva stabilito di investire nel progetto un capitale di 85,21 milioni di dollari in 10 anni. Il primo ministro indiano aveva altresì sottolineato che il Paese avrebbe potuto spendere fino a 500 milioni di dollari nel porto, dal momento che questo avrebbe offerto un’alternativa al progetto cinese One Belt One Road, che ha come obiettivo connettere la Cina all’Europa e al Medio Oriente. 

Nell’ultimo periodo, lo sviluppo della nuova rotta è stato rallentato a causa delle tensioni tra Teheran e Washington, che riguardano, in particolare, l’accordo sul nucleare del 2015.  Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, le operazioni nel porto di Chabahar sarebbero state limitate dalle banche occidentali, che non sarebbero pronte a facilitare le transazioni con l’Iran e ad accettarne i progetti economici, a causa dell’incertezza sulla politica degli Stati Uniti in merito al Paese. In questo contesto, una fonte indiana, che ha preferito rimanere anonima, ha dichiarato: “Non vogliono opporsi agli Stati Uniti”. 

I rapporti tra Stati Uniti e Iran sono tesi a causa del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un accordo sul nucleare, firmato dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina, più la Germania, il 14 luglio 2015. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Il 13 ottobre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato la de-certificazione dell’accordo nucleare, dopo aver accusato l’Iran di non aver rispettato lo “spirito” del patto. Il 12 gennaio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva deciso di estendere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran, secondo quanto stabilito dall’accordo nucleare del 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), “per l’ultima volta”. Per tutta risposta, il 20 ottobre 2017, in occasione del primo discorso dopo la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di de-certificare l’accordo sul nucleare, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, aveva annunciato che Teheran avrebbe continuato a produrre missili per scopi difensivi, dal momento che ciò non sarebbe stato in contrasto con il diritto internazionale, né avrebbe costituito una violazione degli accordi internazionali.

In merito allo sviluppo del porto di Chabahar, prima di partire alla volta di New Delhi, il presidente iraniano ha dichiarato: “Recentemente, è stata avviata la fase di sviluppo del porto di Shahid Beheshti a Chabahar, alla presenza di funzionari provenienti da 17 Paesi” e ha aggiunto: “l’Iran e l’India condividono le stesse preoccupazioni, tra le quali il terrorismo, dal momento che entrambi siamo membri del Movimento dei Paesi non allineati”, un gruppo di 17 Stati osservatori che si considerano non allineati con le principali potenze mondiali. Riguardo alla visita di stato in India, Rouhani ha espresso speranza che l’incontro “sia complementare alla visita del primo ministro Modi a Teheran nel maggio 2016”. Durante il summit, le due parti dovrebbero firmare un accordo che permetta all’India di condurre le operazioni della prima fase del progetto.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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