Afghanistan: la NATO ha intenzione di aumentare le proprie truppe

Pubblicato il 15 febbraio 2018 alle 12:25 in Afghanistan NATO

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La NATO vorrebbe aumentare il numero delle proprie truppe in Afghanistan per rafforzare le missioni di addestramento e di assistenza all’esercito afghano. È quanto ha riferito il segretario generale dell’alleanza atlantica, Jens Stoltenberg a Bruxelles, rivelando ai giornalisti che, nel 2018, la NATO prevede portare il numero delle truppe a circa 16.000. Si tratta di un aumento significativo rispetto alle 13.000 truppe posizionate in territorio afghano nel 2017. “Almeno 28 dei nostri partner stanno aumentando i loro soldati nel Paese asiatico per contribuire alla sua stabilizzazione”, ha spiegato il segretario generale, aggiungendo che ciò dimostra chiaramente l’impegno e l’interesse degli Stati stranieri.

Quando affermato da Stoltenberg era già stato annunciato durante un summit dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles , tenutosi l’8 e il 9 novembre 2017. Nell’occasione, il segretario aveva reso noto che l’alleanza atlantica avrebbe aumentato le truppe in Afghanistan da 13.000 a 16.000. tale decisione era stata presa in linea con la nuova strategia americana nel Paese asiatico, annunciata da Trump il 21 agosto 2017, con l’obiettivo di eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione e stabilizzare il governo di Kabul. La notizia era stata accolta con poco entusiasmo dagli ufficiali americani, i quali si aspettavano un maggiore impegno da parte dell’alleanza atlantica. In particolare, Washington aveva dichiarato di temere che i Paesi membri della NATO non rispettassero le proprie promesse inviando meno truppe di quelle previste.

Oltre ad aver portato il numero delle truppe da 11.000 a 15.000, gli Stati Uniti hanno aumentato significativamente i bombardamenti aerei in Afghanistan per colpire sia i talebani, sia i militanti affiliati allo Stato Islamico. La prima settimana di febbraio, un bombardiere B-52 dell’aviazione americana ha compiuto una serie di raid nella provincia di Badakhshan, nel nord dell’Afghanistan, dalla durata record di 96 ore, sganciando 24 munizioni di precisione guidate contro postazioni dei talebani. Secondo la CNN, nonostante l’aumento dei bombardamenti, nella seconda parte del 2017, i talebani sono riusciti a rafforzare il proprio dominio in Afghanistan. Basti pensare che nel mese di ottobre i militanti afghani controllavano il 14% dei distretti locali, una percentuale superiore rispetto a quella registrata ad agosto, pari al 13%.

Sedici anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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