Turchia – Grecia: tensioni nel mar Egeo

Pubblicato il 14 febbraio 2018 alle 13:25 in Grecia Turchia

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La Turchia ha “esplicitamente” detto alla Grecia che “sarebbe meglio” evitare le tensioni per i rapporti bilaterali, secondo quanto riferito dal primo ministro turco, Binali Yildirim.

Mercoledì 14 febbraio, in un’intervista che si è tenuta prima della partenza del ministro per Minsk, Yildrim ha dichiarato: “Abbiamo esplicitamente detto al primo ministro greco, Alexis Tsipras, che stare lontani dalle tensioni sarebbe meglio, con riferimento alle relazioni tra i due Paesi”. Le dichiarazioni sono giunte il giorno successivo a un colloquio telefonico tra le due parti, durante il quale Yildrim e Tsipras avevano discusso gli ultimi sviluppi nel mar Egeo, oltre alla necessità di organizzare un incontro tra i funzionari militari dei due Paesi, per risolvere la questione attraverso il dialogo, che dovrebbe tenersi in maggio. Secondo quanto riferito dal primo ministro turco, le due parti avrebbero concordato sulla necessità di ridurre le tensioni, attraverso i canali politici e diplomatici.

Durante l’intervista il primo ministro turco ha affermato che il mar Egeo dovrebbe essere utilizzato “in modo efficace” per il bene di entrambe le parti. In tal senso, Yildrim ha dichiarato: “Recentemente, ci sono state violazioni in un periodo di tensione, che sono iniziate con i razzi di Kardak, ai quali abbiamo risposto. Le tensioni o il rischio di scontri non può venire soltanto da una parte. Se si verifica una violazione, si verifica una violazione commessa anche dall’altra parte” e ha aggiunto: “Di conseguenza, non può essere soltanto la Turchia a essere attenta ad evitare questo tipo di violazioni. Allo stesso tempo, gli attori greci devono stare più attenti, agire secondo la legge e stare lontani dalle aree contese”.

Negli ultimi giorni le relazioni tra Grecia e Turchia sono state tese in merito ai diritti sovrani di alcune aree del mar Egeo. L’area marittima in questione giace in una zona marittima che è oggetto di dispute territoriali. In questo contesto, è necessario sottolineare che Cipro è divisa etnicamente in turchi ciprioti e greci ciprioti. Il 20 luglio 1974, la Turchia aveva invaso l’isola dividendola in due aree politiche, la Repubblica, nella quale vivono i greci ciprioti, e Cipro del Nord, abitata dai turchi ciprioti. In questo contesto, Ankara ritiene che i greci ciprioti non possiedano la sovranità sulle aree del mar Egeo, nel quale stanno effettuando le esplorazioni, che, al contrario, sarebbe della Turchia.

In questo contesto, sabato 10 febbraio, una nave della Marina militare turca aveva bloccato un’imbarcazione della compagnia petrolifera italiana ENI, mentre si dirigeva verso Cipro per avviare attività di ricerca di giacimenti di gas naturale. Due giorni dopo, nella mattinata di lunedì 12 febbraio, un’imbarcazione della Guardia Costiera turca si era scontrata con una nave della Guardia Costiera greca a largo delle isole Kardak. In merito alla sovranità delle isole è in corso una disputa che, nel 1996, aveva portato la Grecia e la Turchia sull’orlo di una guerra civile. Il 25 dicembre 1995, in seguito al naufragio di una nave turca nelle isole, Atene aveva affermato che l’incidente si sarebbe verificato nelle sue acque territoriali. Ankara aveva immediatamente respinto le affermazioni della Grecia, sostenendo che le isole Kardak sarebbero appartenute alla Turchia.

La questione della divisione delle acque territoriali rimane problematica per i due Stati e le tensioni si sono acuite, in particolare, in seguito alla scoperta dell’esistenza di giacimenti di gas maturale nel territorio marittimo conteso. Al momento, la Turchia sostiene che entrambi i Paesi possiedano un’area dell’ampiezza di 6 miglia nautiche internazionali, mentre, da parte sua, la Grecia vorrebbe ampliare il territorio sotto il suo controllo fino a 12 miglia nautiche internazionali. Nel 1995, la Turchia aveva affermato che, se Atene fosse riuscita nel suo intento, Ankara avrebbe considerato tale azione il casus belli.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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