Tensioni USA – Turchia: 300 milioni di dollari alle Syrian Democratic Forces

Pubblicato il 14 febbraio 2018 alle 9:46 in Turchia USA e Canada

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Il Pentagono ha annunciato che il budget previsto per il 2019 includerà 550 milioni di dollari per l’addestramento delle Syrian Democratic Forces (SDF) e la formazione di una forza di sicurezza di confine in Siria.

Lunedì 12 febbraio, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rivelato che il budget firmato venerdì 9 febbraio dal presidente americano, Donald Trump, prevede lo stanziamento di 300 milioni di dollari per un programma di formazione ed equipaggiamento delle Syrian Democratic Forces (SDF) e di 250 milioni di dollari per la creazione di una “forza di sicurezza di confine” in Siria. Oltre a ciò, il Pentagono ha previsto anche 850 milioni di dollari per addestrare e fornire assistenza militare ai Peshmerga e all’esercito iracheno, nel contesto della lotta contro lo Stato Islamico.

La questione del sostegno di Washington nei confronti delle Syrian Democratic Forces (SDF) ha creato tensioni nei rapporti tra la Turchia e gli Stati Uniti, dal momento che Ankara considera le forze curde parte del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e paramilitare curdo ritenuto illegale dalla Turchia. In questo contesto, il giorno successivo alla diffusione della notizia, martedì 13 febbraio, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha condannato la collaborazione tra gli Stati Uniti e le People’s Protection Units (YPG). In merito alla questione, Erdogan ha dichiarato: “Distruggeremo ogni terrorista che vediamo, partendo da quelli che stanno dalla loro parte. A quel punto capiranno che è meglio per loto non sostenere i terroristi” e ha aggiunto: “Hanno scambiato la Turchia per un posto in cui possono andare e venire a loro piacimento, senza rendere conto a nessuno. Presto si renderanno conto che non è quel genere di posto”. Riguardo allo stanziamento di 550 milioni di dollari in Siria, in particolare, il presidente turco ha affermato che la scelta di Washington “avrà conseguenze sulle decisioni della Turchia” e ha rivelato che, nonostante i dati forniti dal Pentagono, il supporto finanziario americano nei confronti delle Syrian Democratic Forces “potrebbe raggiungere 3 miliardi di dollari”.

È necessario ricordare che il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato una campagna militare nel distretto di Afrin, in risposta all’annuncio, da parte della coalizione internazionale, a guida americana, di stare lavorando con i propri alleati siriani per istituire una nuova Forza di Sicurezza di Confine (BDF), composta da 30 mila persone, la metà delle quali sarebbero state veterani della Syrian Democratic Forces (SDF). L’operazione turca, nota con il nome di Ramo d’Olivo, è mirata a “liberare il territorio dal terrorismo” e a creare una zona sicura della profondità di 30 km, al confine tra Siria e Turchia.

Le dichiarazioni di Erdogan giungono qualche giorno prima della visita del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, in Turchia, che si svolgerà giovedì 15 e venerdì 16 febbraio. Lunedì 12 febbraio, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva dichiarato che la visita di Tillerson avrebbe costituito l’occasione per “sistemare o rompere definitivamente” le relazioni tra Ankara e Washington.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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