Minniti incontra omologo tunisino al Viminale: focus su immigrazione e terrorismo

Pubblicato il 14 febbraio 2018 alle 14:24 in Italia Tunisia

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Il ministro dell’interno, Marco Minniti, ha ricevuto al Viminale, martedì 13 febbraio, l’omologo tunisino, Lofti Brahem, per rafforzare la collaborazione bilaterale tra Italia e Tunisia, soprattutto nell’ambito dell’immigrazione e del terrorismo. Nello specifico, i due hanno concordato di impegnarsi a far cooperare le rispettive forze dell’ordine per un maggiore controllo delle frontiere.

Il 9 febbraio 2017, l’Italia e la Tunisia avevano firmato una dichiarazione congiunta sull’immigrazione. Il ministro degli esteri italiano, Angelino Alfano, e la controparte tunisina Khemaies Jhinaoui, si erano incontrati presso l’Hotel Boscolo Exedra di Roma per discutere riguardo all’aumento della cooperazione bilaterale tra i due Paesi in diversi settori, tra cui quello della sicurezza. I due ministri avevano poi concluso un accordo sulla gestione del fenomeno migratorio, sul traffico di esseri umani e sul rafforzamento delle frontiere. A tal riguardo, il primo ministro tunisino, Yūssef al-Shāhed, aveva dichiarato che l’Europa aveva bisogno di inaugurare progetti strategici con tutti gli Stati a sud del Mediterraneo per aumentare il controllo dei flussi migratori. Nei primi 9 mesi del 2017, la Guardia Costiera tunisina ha arrestato 1,468 cittadini in procinto di lasciare la Tunisia alla volta dell’Europa. Si tratta di un incremento significativo rispetto allo stesso periodo del 2016, in cui erano stati arrestati 938 migranti illegali tunisini. Il 13% delle persone trattenute aveva un’età compresa tra i 15 e i 20 anni, il 66% tra i 20 e i 30 e il 18% tra i 40 e i 60. È stato riscontrato un aumento anche nel numero delle donne migranti, che nel 2016 erano pari all’1% del totale, mentre nei primi 9 mesi del 2017 è stato pari al 5%.

In merito alla lotta al terrorismo, dal momento confini con la Libia costituiscono l’area più vulnerabile al passaggio dei terroristi, in quanto le frontiere libiche sono scarsamente controllate data la sua instabilità politica, il governo tunisino sta portando avanti una rigida campagna anti-terrorismo per aumentare i livelli di sicurezza in tutto il Paese. Occorre ricordare che i tunisini rappresentano una delle principali nazionalità di foreign fighters partiti per unirsi all’ISIS in Siria e in Iraq, pari a circa 5.500 combattenti, secondo le stime dell’Onu. In seguito alla sconfitta militare dello Stato Islamico in Medio Oriente, i governi di tutto il mondo hanno lanciato l’allerta per il rientro dei foreign fighter in patria. 

L’incontro tra Minniti e Brahem è avvenuto a una settimana di distanza dall’inserimento da parte del Parlamento europeo della Tunisia nella lista nera dei Paesi accusati di riciclaggio e terrorismo. Tale proposta era stata avanzata lo scorso 13 dicembre dalla Commissione europea, che aveva chiesto di aggiungere alla lista il Paese nordafricano insieme allo Sri Lanka e allo Stato caraibico Trinidad e Tobago. Nel corso di gennaio, diversi membri del Parlamento hanno presentato obiezioni, tentando di raggiungere una maggioranza assoluta di 376 voti per impedire l’inclusione della Tunisia, senza tuttavia avere successo. Di conseguenza, i tre Stati avanzati dalla Commissione sono stati inseriti nell’elenco dei Paesi non europei che hanno “carenze strategiche nei loro regimi anti-riciclaggio di denaro e anti-finanziamento del terrorismo”. Tuttavia, le votazioni hanno riflesso una spaccatura in seno al Parlamento, dal momento che 357 voti sono stati a favore della mozione, che chiedeva l’esclusione della Tunisia, 283 contrari e 26 astenuti. Coloro che credevano che il Paese nordafricano non dovesse essere inserito nella lista hanno riferito che, a loro avviso, Tunisi è uno Stato democratico che necessita di supporto. Il suo inserimento nella lista, secondo loro, non prende in considerazione i recenti progressi fatti dalle autorità tunisine per rafforzare il sistema finanziario contro le attività criminali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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