L’ISIS minaccia l’Egitto

Pubblicato il 14 febbraio 2018 alle 6:08 in Africa Egitto

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Lo Stato del Sinai, un gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico e attivo nella Penisola del Sinai, ha esortato i propri seguaci a condurre attacchi terroristici durante le elezioni presidenziali che si terranno tra il 26 e il 28 marzo e ha invitato il popolo egiziano a stare lontano dalle urne.

Domenica 11 febbraio, il gruppo terroristico ha pubblicato un video, della durata di 23 minuti, in un sito noto per essere simpatizzante con l’ISIS, nel quale ha minacciato l’Egitto di nuovi attentati terroristici durante il periodo delle elezioni. Nel filmato, l’organizzazione ha mostrato anche alcune immagini di attacchi terroristici condotti dall’ISIS nel territorio del Sinai e dell’uccisione di soldati, accusati di collaborare con le forze di sicurezza.

Le minacce sarebbero legate all’Operazione Sinai 2018, la recente campagna militare contro l’organizzazione, che era stata lanciata il 9 febbraio nel territorio centrale e settentrionale della Penisola del Sinai e in alcune zone del delta del Nilo, al fine di “ripulire il territorio, nel quale ci sono focolai del terrorismo”. Secondo quanto riferito dall’esercito egiziano, in un comunicato emanato lunedì 12 febbraio, in quattro giorni, l’operazione avrebbe portato all’uccisione di 28 militanti dell’organizzazione e all’arresto di 92 sospettati di avere relazioni con l’ISIS.

Lo Stato del Sinai ha più volte rivendicato la paternità di attacchi terroristici avvenuti nell’area contro le forze della polizia egiziana. Il 24 novembre 2017, 305 persone sono morte e 109 sono rimaste ferite in un’esplosione che aveva colpito la moschea di Al-Rawdah, situata nei pressi della città di Al-Arish, capoluogo del governatorato egiziano del Sinai del Nord, poco dopo la preghiera del venerdì, il giorno sacro dei musulmani. 

Per far fronte alla minaccia terroristica e ristabilire la sicurezza nel territorio nazionale, il 29 novembre, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, aveva ordinato al proprio esercito di utilizzare tutta la forza necessaria per rendere sicura la penisola del Sinai entro i prossimi 3 mesi. In tale contesto, il presidente avrebbe anche valutato la possibilità di armare le tribù beduine che vivono nella penisola del Sinai e che desiderano avere un ruolo attivo nella lotta la terrorismo.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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