L’Iraq ottiene 25 miliardi per la ricostruzione del Paese

Pubblicato il 14 febbraio 2018 alle 15:24 in Iraq Medio Oriente

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I Paesi che hanno partecipato alla Conferenza Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo dell’Iraq si sono impegnati a investire 25 miliardi di dollari in Iraq, in risposta alla richiesta di Baghdad, mirata a ricostruire il Paese dopo la sconfitta dello Stato Islamico.

Da lunedì 12 a mercoledì 14, si è tenuta in Kuwait la Conferenza Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo dell’Iraq, mirata a discutere gli ultimi sviluppi della situazione economica e umanitaria nel Paese. All’incontro, hanno preso parte numerosi donatori e investitori, i quali hanno cercato di comprendere come poter contribuire alla ricostruzione dell’economia e delle infrastrutture dell’Iraq, dopo la sconfitta dello Stato Islamico, annunciata ufficialmente il 9 dicembre 2017.

Durante il primo giorno della conferenza, il direttore generale del Ministero della Pianificazione iracheno, Qusay Abdulfattah, aveva dichiarato che l’Iraq avrebbe bisogno di 88,2 miliardi di dollari per ricostruire il Paese, distrutto da tre anni di guerra. Della somma totale, il Paese dovrebbe acquisire circa 22 miliardi di dollari nel breve termine e i restanti 65 miliardi nel medio termine. Stando a quanto riferito da Mustafa Al-Hiti, a capo del Fondo per la ricostruzione dell’Iraq nelle aree colpite dalle operazioni terroristiche, il settore maggiormente colpito dal conflitto sarebbe quello residenziale, dal momento che almeno 138.000 unità abitative sarebbero state danneggiate e la metà di queste sarebbero state completamente distrutte. Al momento, circa 2,5 milioni di iracheni sarebbero ancora sfollati. 

In tale occasione, mercoledì 14 febbraio, l’emiro del Kuwait, Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Sabah, ha annunciato che stanzierà 2 miliardi di dollari, di cui 1 miliardo in prestiti e 1 miliardo in investimenti, per contribuire alla ricostruzione dell’Iraq, distrutto da 3 anni di guerra. In tal senso, Al-Sabah ha dichiarato che il Paese “stanzierà 1 miliardo di dollari per prestiti destinati all’Iraq e impegnerà un altro miliardo di dollari in investimenti”.

Poco dopo la dichiarazione di Al-Sabah, anche altri Paesi e organizzazioni hanno annunciato la decisione di contribuire alla ricostruzione dell’Iraq. In questo contesto, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Adel Al-Jubeir, ha affermato che il Regno stanzierà 1,5 miliardi di dollari per i progetti di ricostruzione di Baghdad, mentre il ministro degli esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, ha dichiarato che il Paese si impegnerà nel sostenere la ricostruzione del Paese, con particolare riferimento al settore delle infrastrutture.

Anche l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno promesso aiuti all’Iraq. L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha annunciato che l’Unione investirà 400 milioni di euro nel Paese, oltre ai contributi individuali stabiliti dai singoli Stati membri. Da parte sua, martedì 13 febbraio, Washinton aveva riferito che estenderà la linea di credito di 3 miliardi di dollari, ma non ha parlato di assistenza diretta al governo di Baghdad. Oltre a ciò, alcune organizzazioni non governative internazionali hanno promesso 330 milioni di dollari in assistenza umanitaria nel Paese.

Da parte sua, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha annunciato che Ankara avrebbe fornito una linea di credito di 5 miliardi di dollari all’Iraq. In questo senso, il ministro ha dichiarato: “In quanto partner vicino, amico e affidabile, staremo sempre dalla parte dei fratelli iracheni”.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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