Accordo per la gestione dell’immigrazione tra UE e Albania

Pubblicato il 14 febbraio 2018 alle 6:01 in Albania Immigrazione

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L’Unione Europea e l’Albania hanno concluso un accordo, il 12 febbraio, che permetterà alla polizia europea di operare in territorio albanese per gestire questioni legate all’immigrazione. Ad avviso di Bruxelles, tale iniziativa dovrebbe costituire un modello per gli altri Paesi dei Balcani occidentali.

Il patto è stato firmato dal commissario dell’UE per l’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, e dal ministro dell’Interno albanese, Fatmir Xhafaj e dovrà essere approvato dagli altri Stati membri. “L’Albania è il pioniere della regione e l’accordo servirà come modello per soluzioni simili che stiamo discutendo con gli altri Stati balcanici”, ha spiegato Avramopoulos, aggiungendo che una maggiore cooperazione tra Tirana e l’Agenzia della Guardia Costiera permetterà l’attuazione di una risposta più efficacie e flessibile per rispondere alle sfide migratorie. Attualmente, la Commissione sta negoziando patti simili con la Serbia e la Macedonia. Dall’altra parte Xhafaj ha affermato che l’accordo darà l’opportunità alla polizia albanese di venire addestrata per fornire benefici al Paese.

Reuters riferisce che, da quando l’area balcanica è divenuta una delle principali tratte migratorie verso l’Europa, gli ufficiali europei hanno prestato particolare attenzione all’area, tanto che, il 18 marzo 2016, i 28 Stati membri dell’UE hanno firmato un patto con la Turchia con l’obiettivo di fermare i migranti prima di entrare in Europa, al di là dell’Egeo, e di rimandare indietro quelli non idonei a ricevere il diritto di asilo. L’attuazione del piano ha portato alla chiusura della rotta balcanica e all’intensificazione della lotta contro l’attività dei trafficanti di esseri umani.

L’accordo tra UE e Albania è stato firmato a pochi giorni di distanza dall’annuncio da parte della Commissione di voler aprire le porte dell’Unione a sei Paesi balcanici, quali Albania, Bosnia, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, se questi attueranno le riforme richieste. Le prime adesioni dovrebbero avvenire nel 2025, con l’obiettivo di rinnovare l’UE in vista dell’uscita del Regno Unito, stabilito per il marzo 2019. Sono anni che Bruxelles sta valutando l’entrata dei sei Paesi balcanici in questione, anche se rimangono diversi dubbi in merito ai costi del futuro allargamento ad est, e soprattutto relativi alla lentezza delle riforme politiche ed economiche regionali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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