Tillerson: la lotta contro l’ISIS non è finita

Pubblicato il 13 febbraio 2018 alle 18:19 in USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha esortato gli alleati a continuare la lotta contro l’ISIS, affermando che la sconfitta militare del gruppo non coincide con la fine della minaccia estremista. Tale dichiarazione è stata rilasciata durante un meeting ministeriale in Kuwait della coalizione internazionale a guida americana che combatte lo Stato Islamico in Siria e in Iraq, tenutosi contemporaneamente ad una conferenza dedicata alla ricostruzione dell’Iraq.

Nonostante sia stata decretata la sconfitta militare dello Stato Islamico sia in Siria, sia in Iraq, rispettivamente il 6 e il 9 dicembre 2017, ad avviso di Tillerson, il gruppo terroristico rimane una minaccia per la stabilità della regione, per gli Stati Uniti e per il mondo intero. I combattenti continuano a essere attivi in Siria nella Valle Mediana dell’Eufrate siriano, come ha spiegato il 24 gennaio il portavoce della coalizione a guida americana, Ryan Dillon. La lotta contro i terroristi è stata complicata nelle ultime settimane dagli scontri tra i turchi e i curdi nella regione di Afrin, distretto settentrionale siriano al confine con la Turchia sotto il controllo del governo autonomo curdo. La mattina del 21 gennaio, le truppe di Ankara sono entrate ad Afrin, inaugurando l’operazione “Ramo d’Olivo”, dopo aver effettuato bombardamenti e raid aerei contro le forze curde nella regione. In particolare, i bombardamenti turchi hanno colpito le postazioni dei curdi siriani delle People’s Protection Units (YPG), il braccio armato delle Syrian Democratic Forces (SDF), considerati un alleato chiave dagli USA nella lotta contro lo Stato Islamico. La Turchia, al contrario, le considera un gruppo terroristico al pari del Kurdistan Worker’s Party (PKK). “Abbiamo chiesto a tutte le parti coinvolte di rimanere concentrate nella lotta contro l’ISIS, assicurando che continueremo a essere trasparenti con la Turchia in merito ai nostri obiettivi”, ha spiegato Tillerson. A suo avviso, è necessario rafforzare le strategie della coalizione contro i terroristi per impedire che questi riescano a riprendere il controllo delle aree liberate.

Allo stesso tempo, Tillerson ha invitato gli alleati a mantenere alto l’impegno anche nella lotta contro i foreign fighters, in quanto potrebbero cercare rifugio in altre zone vulnerabili del pianeta per instaurare nuovi rifugi sicuri. Tra questi il segretario di Stato ha indicato l’Afghanistan, la Libia, le Filippine e l’Africa occidentale. Tali aree sono considerate a rischio in quanto caratterizzate da instabilità interna e governi deboli che non riescono a esercitare efficacemente il controllo fuori e dentro i propri confini.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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