Tillerson in Egitto: cooperazione nella lotta al terrorismo

Pubblicato il 13 febbraio 2018 alle 19:16 in Egitto USA e Canada

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Lunedì 12 febbraio è iniziato il tour del segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, in Medio Oriente, durante il quale il politico americano visiterà la Giordania, la Turchia, l’Egitto, il Libano e il Kuwait. La prima tappa si è svolta in Egitto, dove Tillerson ha incontrato il ministro degli Esteri, Sameh Shoukry, e il presidente, Abdel Fattah Al-Sisi. Si è trattato della prima visita del segretario di Stato americano nel Paese del Nord Africa.

In occasione dell’incontro bilaterale, le due parti hanno discusso le prossime elezioni presidenziali, che si terranno in Egitto tra il 26 e il 28 marzo. In merito alla questione, Tillerson ha sottolineato la necessità che le elezioni siano libere e giuste, senza, tuttavia, commentare la situazione del Paese. In questo senso, il segretario di Stato americano ha dichiarato: “Abbiamo sempre difeso le elezioni libere, giuste e trasparenti, non soltanto in Egitto, ma in ogni Paese”.

In Egitto ci sono soltanto due candidati alle prossime elezioni presidenziali. Il giorno della chiusura delle candidature, il 29 gennaio, tutti gli oppositori politici di Al-Sisi si erano ritirati, lasciando il presidente in carica a concorrere contro un unico avversario, Mussa Mustapha Mussa, un membro del partito liberale Al-Ghad, che sostiene l’attuale capo di Stato. Precedentemente, il 24 gennaio, l’avvocato egiziano, Khaled Ali, aveva annunciato ufficialmente che avrebbe ritirato la candidatura alle elezioni presidenziali, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sarebbero le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. La decisione dell’avvocato era giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura. Precedentemente, il 15 gennaio, Mohamed Anwar Al-Sadat, il nipote dell’ex presidente egiziano, Anwar Al-Sadat, aveva ritirato la propria candidatura, parlando di un ambiente di paura intorno al voto.

Durante il vertice, Washington e il Cairo hanno altresì trattato il tema della lotta al terrorismo. In questo contesto, Tillerson ha assicurato al presidente egiziano il sostegno degli Stati Uniti, con particolare riferimento alla campagna avviata dal Cairo nel territorio del Sinai. Il 9 febbraio, l’esercito egiziano aveva annunciato di aver lanciato “un piano di combattimento completo contro le cellule terroristiche nel Sinai e in altre aree”. La campagna militare egiziana, che ha il nome di Operazione Sinai 2018, si propone di “ripulire il territorio, nel quale ci sono alcuni focolai del terrorismo”, in particolare le aree settentrionale e centrale della Penisola del Sinai e alcune zone del delta del Nilo.

Alla fine dell’incontro, Tillerson e Shoukry hanno diffuso un messaggio congiunto, nel quale hanno ribadito che le relazioni tra le due parti continuano a essere forti. In tal senso, il segretario di Stato americano ha dichiarato: “Abbiamo concordato che continueremo la nostra stretta cooperazione nelle misure di controterrorismo” e ha aggiunto: “L’Egitto ha a che fare con le minacce dell’ISIS e, al momento, le sta affrontando nel Sinai. L’impegno degli Stati Uniti nel continuare a sostenere l’Egitto nella lotta contro il terrorismo e nel garantire la sicurezza per il popolo egiziano è saldo e continuerà”.

I rapporti tra l’Egitto e gli Stati Uniti sono molto buoni, a tal punto che il presidente americano, Donald Trump, considera il Cairo uno degli alleati chiave di Washington in Medio Oriente. Nel 2017, tuttavia, si erano registrate alcune tensioni tra l’Egitto e gli Stati Uniti, in merito alla questione degli aiuti economici che Washington fornisce al Cairo. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, l’Egitto riceve 1,3 miliardi di dollari all’anno dagli Stati Uniti. Il 25 agosto 2017, gli Stati Uniti avevano imposte alcune restrizioni sull’erogazione di un pacchetto di finanziamenti del valore di 96 milioni di dollari destinati al Paese del Nord Africa. Le principali preoccupazioni di Washington erano legate al rispetto delle libertà civili, dei diritti umani e alla politica estera egiziana.

In merito agli aiuti finanziari degli Stati Uniti all’Egitto, Tillerson ha dichiarato che Washington continuerà a sostenere il Cairo nel suo processo di ripresa economica, dal momento che il Paese del Nord Africa ha introdotto una serie di riforme economiche, che gli hanno consentito di ottenere un prestito del valore di 12 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale.

Infine, le due parti hanno trattato la questione palestinese. Da parte sua, Shoukry ha sottolineato la necessità che il conflitto israelo-palestinese si risolva in modo pacifico. In tal senso, il ministro egiziano ha dichiarato: “Abbiamo discusso come raggiungere una soluzione al conflitto israelo-palestinese, sulla base di una soluzione a due Stati e l’importanza di continuare gli sforzi degli Stati Uniti nel raggiungere un accordo definitivo”.

In questo contesto, Tillerson ha ribadito che la decisione del presidente americano di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, annunciata ufficialmente il 6 dicembre 2017, non porrebbe alcun vincolo sulla città, sottolineando la necessità di risolvere la crisi.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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