Camerun: separatisti uccidono 3 soldati nel sud-est del Paese

Pubblicato il 13 febbraio 2018 alle 6:01 in Africa Camerun

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Combattenti separatisti del Camerun appartenenti alle Ambazonian Defence Forces hanno ucciso 3 soldati e ne hanno feriti altri 4 nel corso di un attacco avvenuto la notte del 12 febbraio, presso la regione anglofona a sud-est del Paese. L’assalto è avvenuto nella città di Kembong, a poche ore di distanza dall’annuncio televisivo del presidente Paul Bya, il quale aveva reso noto che la situazione nel Camerun anglofono si era stabilizzata, nonostante i disordini.

Le tensioni in Cemerun sono scoppiate nel novembre 2016, quando insegnanti e avvocati anglofoni nelle regioni sud-occidentali e nord-occidentali del Paese hanno cominciato a protestare, poiché frustrati per essere obbligati a insegnare in lingua francese. I disordini hanno raggiunto il picco di violenza lo scorso primo ottobre, quando i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, zona che comprende le aree meridionali del Paese africano in cui la lingua europea prevalente è l’inglese. Le radici della divisione linguistica risalgono alla fine della Prima Guerra mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di dividere il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori francesi e inglesi. In seguito all’indipendenza dalla Francia nel 1960, nel 1961, il Camerun del sud, sotto dominazione inglese, si è unito alla Repubblica del Camerun. Tuttavia, ancora oggi gli indipendentisti sostengono che alla fine del regime coloniale, all’Ambazonia non fu mai data la possibilità di scegliere l’indipendenza. Tali rivendicazioni sono state alimentate nel corso degli anni dalle politiche discriminatorie del governo di Yaounde nei confronti della minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione. Nel corso dei due anni passati, almeno 25 soldati sono morti in una serie di raid per cercare di ottenere l’indipendenza.

Le tensioni con i separatisti anglofoni non sono infatti l’unica minaccia alla stabilità del Paese. Confinando a nord-est con la Nigeria, dal luglio 2012, il Camerun è colpito dalla violenza del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, che ha dato il via alla prima campagna di attacchi suicidi nella regione dell’Estremo Nord del Paese. I residenti della zona sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, mentre il governo di Yaounde ha dovuto concentrare gradualmente le forze di sicurezza nel nord. Con il passare degli anni, Boko Haram è divenuto sempre più attivo in Camerun, iniziando a compiere anche rapimenti, una pratica particolarmente utilizzata dai fondamentalisti nigeriani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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