Al-Baghdadi è vivo e si trova in Siria

Pubblicato il 13 febbraio 2018 alle 10:28 in Medio Oriente Siria

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Il leader dello Stato Islamico, Abu Bakr Al-Baghdadi, è vivo, ma il suo stato di salute lo avrebbe costretto a cedere la leadership dell’organizzazione, secondo quanto riferito da un funzionario dell’intelligence irachena.

Stando alle informazioni riportate dal direttore generale dell’ufficio dell’intelligence e del controterrorismo del Ministero dell’Interno iracheno, Abu Ali Al-Basri, Al-Baghdadi si starebbe nascondendo nel deserto siriano, che si trova nel governatorato di Deir Ezzor, al confine con l’Iraq. In questo contesto Al-Basri ha dichiarato: “Abbiamo informazioni e documenti certi provenienti da fonti interne all’organizzazione terroristica, secondo i quali Al-Baghdadi è ancora vivo e si sta nascondendo”.

Le condizioni di salute del leader dello Stato Islamico non sarebbero buone, dal momento che Al-Baghdadi avrebbe fratture e sarebbe rimasto gravemente ferito nei raid aerei che avevano colpito le roccaforti dell’organizzazione in Siria e in Iraq. Oltre a ciò, l’uomo soffrirebbe di diabete e non sarebbe in grado di camminare, a causa delle ferite riportate in un attacco che aveva colpito la citta siriana di Raqqa, capitale de facto dello Stato Islamico, nel maggio 2017.

Al-Basri ha descritto le condizioni di salute di Al-Baghdadi “gravi” e ha aggiunto che l’uomo sarebbe recentemente stato ricoverato in un ospedale situato nel deserto della regione di Jazira, situata nel nord della Siria, a causa del “deterioramento del suo stato psicologico” e delle fratture e delle ferite alle gambe, che gli impedirebbero di camminare da solo.

La notizia sarebbe stata confermata da alcuni funzionari americani, i quali hanno riferito alla CNN che le ferite di Al-Baghdadi non lo metterebbero in pericolo di vita, ma gli impedirebbero di gestire le operazioni giornaliere dell’organizzazione. Lo stato di salute del leader dell’organizzazione jihadista lo avrebbe, quindi, costretto a cedere il controllo del gruppo.

Precedentemente, Al-Baghdadi era stato avvistato il 6 novembre 2017, quando una fonte dell’Intelligence aveva riferito che il califfo era fuggito dalla cittadina di Rawa, situata nel governatorato iracheno di Al-Anbar, sulle rive del fiume Eufrate, alla volta del governatorato siriano di Deir Ezzor, in Siria. La fuga era avvenuta dopo che le forze irachene erano entrate nella città di Al-Qaim, situata a circa 80 km di distanza da Rawa, liberandola dall’occupazione dei jihadisti.

Le notizie dimostrerebbero che Al-Baghdadi è ancora vivo. Il 29 settembre 2017, lo Stato Islamico aveva diffuso un nuovo messaggio vocale attribuito all’autoproclamato califfo Abu Bakr al-Baghdadi, attraverso il proprio organo di propaganda, Al-Furqan Media Foundation. Nell’audio, il leader dell’ISIS faceva riferimento a temi di attualità, tra i quali le minacce della Corea del Nord nei confronti del Giappone. Ciò aveva già fatto pensare che il califfo fosse ancora vivo, nonostante lo scorso 16 giugno i militari russi avessero affermato di aver ucciso il leader dello Stato Islamico in un raid aereo che ha colpito Raqqa la notte del 28 maggio.

Voci sulla presunta morte del califfo in attacchi condotti dalle potenze occidentali circolano continuamente fin dalla nascita del califfato, avvenuta il 29 giugno 2014. La prima notizia della sua morte presunta risale addirittura al 10 novembre 2014, pochi mesi dopo la proclamazione del califfato. Tuttavia, a luglio 2017, lo Stato Islamico stesso aveva confermato la morte del califfo, secondo quanto riferito dalla televisione privata irachena Al-Sumariya. In tale occasione, l’ISIS avrebbe emesso un breve comunicato, privo di necrologio, confermando la morte del califfo e incitando i propri seguaci a continuare a resistere. L’ISIS avrebbe anche comunicato il nome del successore di Al-Baghdadi. Al-Arabiya riferisce che si tratterebbe di Jalaluddin al-Tunisi, l’attuale leader dell’ISIS in Libia. Proprio il cambio di strategia improvviso e la mancanza di un necrologio, come invece era avvenuto per tutti i leader di spicco dell’ISIS, aveva creato molte perplessità sulla veridicità dell’informazione. Inoltre, la coalizione internazionale, a guida americana, non ha mai confermato ufficialmente la notizia.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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