Nuovo attacco nel Kashmir dopo un giorno dall’assalto a Jammu

Pubblicato il 12 febbraio 2018 alle 16:05 in India Pakistan

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Militanti armati hanno assaltato un campo militare nel Kashmir, uccidendo almeno un agente paramilitare. Tale attacco è avvenuto a poche ore di distanza dalla fine di un confronto durato due giorni tra le forze governative  e i 3 ribelli presso Jammu, dove almeno 5 soldati indiani e un civile sono morti nel corso di alcune offensive sferrate contro il campo militare di Sunjuwan, nella regione del Kashmir. Al Jazeera English riporta che gli scontri sono durati due giorni, durante i quali gli attentatori sono stati uccisi, mentre 11 persone sono rimaste ferite.

Il capo dell’esercito indiano, Bipin Rawat, ha riferito di essere accorso sul luogo dell’assalto per monitorare la situazione, insieme alla polizia e a numerosi soldati paramilitari. Un ufficiale ha riferito all’emittente qatarina che le scuole circostanti sono state chiuse come misura preventiva, e che l’area è stata messa in sicurezza. Secondo le prime indagini, gli attentatori dovrebbero essere affiliati al Jaish-e-Mohammad, un gruppo pakistano che in passato ha compiuto azioni simili contro l’esercito indiano e le basi paramilitari della zona.

Jammu costituisce la principale città del Kashmir del sud. Tale regione copre un’ampia area tra India e Pakistan, ed è suddivisa in tre zone oggetto di dispute territoriali. La parte centro-meridionale, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India. Lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan. La zona nord-orientale, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. La divisione amministrativa, tuttavia, non è riconosciuta formalmente dai Paesi interessati, tanto che l’India e il Pakistan continuano a rivendicare il controllo sulle aree dall’altro Stato. Tali rivendicazioni hanno condotto alla guerra Indo-Pakistana del 1947 che ha portato ai confini attuali, con il Pakistan che controlla circa un terzo del Kashmir e l’India la metà circa. La linea di controllo dei confini tra i due Paesi è stata stabilita dalle Nazioni Unite. Nonostante dal 2003 sia in vigore un cessate il fuoco tra Islamabad e Nuova Delhi, nelle zone di confine si verificano frequenti violazioni da entrambe le parti all’accordo. Nell’area Jammu e Kashmir, in particolare, ci sono diversi gruppi separatisti che favoriscono l’annessione della zona al Pakistan e altri che ricercano l’indipendenza della regione, con insurrezioni che mirano a colpire il governo indiano. Sono più di 70.000 le persone che hanno perso la vita negli scontri tra i ribelli e le forze armate di New Delhi. Sebbene molti gruppi ribelli d’opposizione siano stati soppressi, resta una forte opposizione pubblica al governo e all’esercito dell’India.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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