Il raid razzista di Macerata e la sicurezza dei cittadini

Pubblicato il 12 febbraio 2018 alle 18:49 in Il commento Italia

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Vita in diretta

La libera vendita delle armi ai cittadini è uno dei temi al centro del dibattito sulla sicurezza in Italia. Coloro che si battono in suo favore sostengono che i cittadini, se fossero armati, potrebbero difendersi e salvare la vita ai propri cari in caso di pericolo estremo. I fatti recenti di Macerata e di Pisa, dove un neofascista e una “testa calda” hanno sparato sui passanti, mostrano che la realtà è più complessa. Se ci liberiamo delle ideologie, e ci lasciamo guidare dal metodo dell’osservazione, ricaviamo tre importanti lezioni per il futuro della sicurezza pubblica.

La prima è che la diffusione delle armi tra i cittadini produce, come primo effetto, quello di rendere più insicuri i carabinieri, esponendoli a grandi pericoli. Negli Stati Uniti, i poliziotti, anche quando effettuano un semplice controllo stradale del tipo “patente e libretto”, temono che il guidatore possa aprire il fuoco all’improvviso perché sono consapevoli che milioni di concittadini circolano armati. Questo aiuta a comprendere come mai il guidatore americano stia così attento a tenere entrambe le mani sul volante mentre il poliziotto si avvicina. La ragione è semplice: la polizia teme che i guidatori possano sparare all’improvviso. Dal momento che le decisioni politiche più importanti dovrebbero dipendere dal metodo dell’osservazione, e non dalle ideologie, può essere utile osservare ciò che è accaduto in Ohio, il 4 marzo 2013, quando un automobilista, fermato per un controllo di routine, ha sparato 37 proiettili contro due poliziotti utilizzando un fucile d’assalto. Gli agenti hanno replicato al fuoco, uccidendo l’aggressore, il cui nome è James Gilkerson. Lo scontro, di cui si sconsiglia la visione ai lettori impressionabili, può essere osservato su youtube al seguente link.

La seconda lezione è che le armi non vengono acquistate soltanto dai cittadini più esposti al pericolo di essere aggrediti, ma anche dai più paranoici e fanatizzati che, pur non correndo alcun pericolo, vedono pericoli dappertutto, proprio come il neofascista che ha aperto il fuoco a Macerata contro gli immigrati. In altri casi, i pericoli esistono, ma vengono ingigantiti da menti prive di equilibrio. In sintesi, la libera vendita delle armi finisce sempre per armare coloro che dovrebbero essere disarmati. Tutto ciò crea pericoli estremi dove non esistono. L’osservazione mostra che la diffusione delle armi tra i cittadini accresce i pericoli estremi anziché ridurli. 

Mentre le prime due lezioni sono “microsociologiche”, nel senso che hanno a che vedere con le relazioni elementari della vita quotidiana, la terza lezione è macrosociologica perché ha a che vedere con il rapporto tra lo Stato e la popolazione concepita come un insieme indistinto. L’enorme diffusione delle armi negli Stati Uniti si spiega, sotto il profilo storico, con il fatto che gli americani sono arrivati prima dello Stato americano. Quando i precursori degli americani, che erano i coloni inglesi d’America, giunsero nel Massachusetts, non potevano fare altro che armarsi per difendersi con le proprie forze proprio perché erano privi di uno Stato centrale. Questa tradizione si è conservata. Ben diversamente, prima è nato lo Stato italiano, attraverso le guerre d’indipendenza, e poi sono venuti gli italiani. Questo aiuta a comprendere la celebre frase attribuita dai più a Massimo D’Azeglio: “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. La realtà storica è ovviamente più complessa di una formula, ma non ci sono dubbi che, prima dell’unificazione dell’Italia, coloro che abitavano la penisola erano difesi da uno Stato o da un sovrano.

Dovremmo ricordarci che la supremazia della civiltà occidentale è dovuta alla diffusione della scienza che è un’impresa conoscitiva basata sull’osservazione. Il futuro della sicurezza pubblica non dipende dal prevalere di un’ideologia rispetto a un’altra, ma dal prevalere dell’osservazione sulle ideologie. Ben venga la vendita delle armi ad alcune categorie particolari di esercenti, come i gioiellieri, a patto che i limiti di legge siano molto stretti e che la popolazione rimanga disarmata.

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di Alessandro Orsini

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