Palestina: Mosca come alternativa a Washington

Pubblicato il 12 febbraio 2018 alle 15:03 in Palestina Russia

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Il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, si è recato in visita ufficiale a Mosca per incontrare l’omologo russo, Vladimir Putin, due settimane dopo il vertice tra il presidente russo e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

Durante la riunione, che si è tenuta nella capitale russa lunedì 12 febbraio, Abbas e Putin hanno discusso la questione di Gerusalemme. In particolare, il leader palestinese ha cercato di assicurarsi il sostegno del presidente russo, dopo essersi rifiutato di stabilire qualsiasi contatto con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

La posizione di Abbas è giunta in risposta alla decisione dell’amministrazione americana di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, annunciata ufficialmente da Trump il 6 dicembre 2017. Il 14 gennaio, in occasione dell’incontro dei leader del Consiglio Centrale palestinese, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, aveva dichiarato che non avrebbe accettato che gli Stati Uniti svolgessero il ruolo di mediatore nei negoziati di pace tra Israele e il popolo palestinese e aveva definito gli sforzi di pace del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come “lo schiaffo del secolo”. Abbas aveva già chiarito la propria posizione in merito al ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace israelo-palestinese il 22 dicembre 2017, durante una conferenza stampa congiunta con il proprio omologo francese, Emmanuel Macron. In tale occasione, il presidente palestinese aveva affermato che non avrebbe più considerato Washington un partecipante onesto alle trattative di pace con Israele, pertanto il ruolo del governo statunitense come mediatore nel processo non sarebbe più stato accettato. Abbas faceva riferimento a un piano di pace che gli Stati Uniti starebbero sviluppando da qualche mese, nonostante non siano stati divulgati i dettagli.

L’incontro tra Abbas e Putin si è svolto due settimane dopo il vertice tra Putin e Netanyahu, che si era tenuto il 29 gennaio. In tale occasione, il primo ministro israeliano aveva discusso con Putin il coordinamento militare dei due Paesi in Siria e il tentativo dell’Iran di rafforzare la propria presenza nel territorio, oltre alla posizione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in merito all’accordo sul nucleare con l’Iran.

In merito alla questione di Gerusalemme, l’11 dicembre 2017, a margine di un incontro con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il Putin aveva espresso preoccupazione per la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e aveva sottolineato che lo status della Città Santa sarebbe dovuto essere stabilito dai negoziati diretti tra israeliani e palestinesi. In tale occasione, il leader russo aveva dichiarato: “Sia la Russia sia la Turchia ritengono che la decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele non aiuti la situazione in Medio Oriente. Destabilizza la regione e allontana la prospettiva della pace”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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