Afghanistan: Italia impegnata nella riconciliazione tra talebani e governo di Kabul

Pubblicato il 12 febbraio 2018 alle 6:01 in Afghanistan Italia

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Le truppe italiane in Afghanistan stanno contribuendo alla riconciliazione tra i talebani ed il governo centrale afghano nella provincia di Herat, nell’ovest del Paese.

Secondo quanto riportato da un comunicato del Ministero della Difesa, la scorsa settimana, 5 combattenti hanno aderito al programma per la pacificazione con le istituzioni governative di Kabul, consegnando formalmente le proprie armi e le proprie munizioni alle forze di sicurezza. Complessivamente, dal dicembre 2017 a oggi, sono stati 20 i combattenti che hanno deciso di aderire alla riconciliazione con le autorità afghane, grazie alle operazioni portate avanti dal Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando NATO multinazionale delle interforze guidato dalla Brigata italiana Sassari, attivo nella regione occidentale dell’Afghanistan.

L’Italia partecipa alla missione della NATO in Afghanistan Resolute Support, iniziata dal primo gennaio 2015, in seguito alla conclusione della precedente missione ISAF, avvenuta il 31 dicembre 2014. Per il 2018, secondo quanto approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 17 gennaio, le truppe italiane continueranno a essere presenti nel Paese asiatico con 900 militari, 148 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, per effettuare attività di formazione, consulenza e assistenza alle forze di difesa e di sicurezza afghane e alle istituzioni governative. I soldati sono suddivisi tra personale con sede a Kabul, e contingente militare italiano dislocato ad Herat presso il TAAC-W. Oltre a offrire supporto militare, l’Italia è attiva in Afghanistan anche sul piano dell’assistenza umanitaria. Il 21 luglio 2017, il ministro degli esteri, Angelino Alfano, ha reso noto che l’Italia avrebbe destinato alle autorità di Kabul un finanziamento dal valore di 2 milioni di euro per garantire la fornitura di generi umanitari a famiglie vulnerabili nel nord del Paese, e attività di medicina ostetrica di urgenza in favore delle donne rifugiate e sfollate.

Le attività del contingente militare italiano a Herat sono in linea con l’obiettivo della nuova strategia americana in Afghanistan, annunciata dal presidente Donald Trump lo scorso 21 agosto, che mira a eliminare definitivamente la minaccia terroristica dalla regione per stabilizzare il Paese asiatico e a spingere i talebani al tavolo delle trattative per porre fine a 17 anni di guerra. Tuttavia, in seguito agli ultimi attentati che hanno colpito la capitale afghana, Kabul, rispettivamente il 27 e il 29 gennaio, che hanno causato complessivamente la morte di più di 100 persone, Trump ha annunciato che Washington non avrebbe accettato di negoziare con i talebani. Tale decisione è stata definita non saggia dall’ex ambasciatore dei talebani in Pakistan, Mullah Abdul Samal Zaeef, secondo cui, così facendo, la strategia americana si rivelerà un fallimento. L’unico modo per risolvere il conflitto, ha spiegato Zaeef, è quello di intrattenere negoziati con i militanti.

Il 7 febbraio, il vice segretario di Stato americano, John Sullivan, di ritorno da una visita a Kabul, ha riferito al Comitato delle Relazioni Esterne del Senato che i leader afghani hanno confermato il loro supporto alla strategia statunitense, giurando di creare le condizioni per portare i talebani al tavolo dei negoziati. “Speriamo che il Pakistan contribuisca a convincere i talebani a intrattenere colloqui di pace”, ha spiegato Sullivan, lasciando intendere che, nonostante le ultime affermazioni di Trump, ci sono ancora speranze per i negoziati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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