Italia: Macerata marcia contro il razzismo

Pubblicato il 11 febbraio 2018 alle 20:44 in Europa Italia

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Migliaia di persone hanno partecipato alla marcia contro il razzismo tenutasi sabato 11 febbraio nella città di Macerata, organizzata in seguito alle sparatorie avvenute il 3 febbraio.

Nella mattinata dello scorso sabato, Luca Traini, un marchigiano di 28 anni, aveva seminato il panico nella città, aprendo il fuoco dalla sua macchina contro alcuni migranti. Alla fine delle sparatorie, l’uomo era sceso dalla macchina, si era coperto le spalle con il tricolore e, sui gradini del Monumento ai caduti, aveva fatto il saluto fascista, consegnandosi successivamente alla polizia. Traini aveva dichiarato che il suo gesto era stato un tentativo di vendicare la famiglia di Pamela Mastropietro, diciottenne romana il cui corpo era stato trovato a Macerata smembrato in due valigie, il cui unico accusato è per ora il ventinovenne Innocent Oseghal, un migrante nigeriano trattenuto in stato di fermo.

Inizialmente, i funzionari della città marchigiana avevano deciso di vietare la manifestazione di sabato, timorosi della possibilità di episodi di violenza da parte dei gruppi di estrema destra, decidendo infine di autorizzarla, venerdì 9 febbraio. Migranti e italiani hanno pacificamente marciato nelle strade della cittadina, sventolando il tricolore, cartelli contro la violenza e il razzismo e facendo volare palloncini rossi che riportavano il nome di coloro che erano stati colpiti durante la sparatoria.

“Oggi siamo a Macerata perché ciò che è accaduto qui è stato un attacco terroristico. Ci dispiace per quanto è accaduto a Pamela, è una cosa orribile, ma i mostri non hanno colore né origine, sono solo mostri” ha dichiarato uno dei partecipanti alla marcia, Amin Nour.

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, durante un comizio tenutosi nel nord Italia, ha dichiarato di “vergognarsi di essere italiano”, riferendosi alla marcia. Il politico è apertamente contro l’immigrazione illegale. Nessuno dei leader dei maggiori partiti italiani ha partecipato alla manifestazione tenutasi a Macerata.

La visione dei politici italiani riguardo l’immigrazione è varia. Ad esempio, il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ritiene che i migranti irregolari siano “una bomba sociale pronta a esplodere”. Ad avviso del leader del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio, invece, sarà necessario accogliere solo chi scappa dalla guerra. Infine, secondo Pietro Grasso, di Liberi e Uguali, deve essere abolita la legge Bossi-Fini per regolamentare di nuovo i flussi. Tale legge è stata fu approvata dal Parlamento il 30 luglio 2002, con l’intento di regolare le norme in materia di asilo e immigrazione.

Più di 600 mila migranti hanno raggiunto le coste italiane dall’Africa negli ultimi 4 anni. Dall’inizio del 2018 e fino al 9 febbraio, secondo il Ministero degli Interni italiano, l’Italia ha accolto 4.731 persone. Il numero si è drasticamente ridotto rispetto al 2017 in seguito a un accordo che Roma ha siglato con Bruxelles, secondo il quale la Libia è costretta a fermare tutti coloro che cercano di fuggire verso l’Europa. In genere, i migranti sono rifugiati di guerra, provenienti soprattutto dall’Africa subsahariana, oppure sono persone che fuggono a causa delle condizioni economiche del loro Paese. In questo caso, non possono chiedere asilo in Europa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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