Yemen: intercettato missile lanciato dagli Houthi

Pubblicato il 10 febbraio 2018 alle 13:08 in Arabia Saudita Yemen

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I sistemi di difesa aerea della coalizione araba hanno intercettato un missile balistico lanciato dalle milizie degli Houthi dalla provincia di Hodeida verso la città di Al-Mokha, nella provincia occidentale di Taiz, in Yemen. L’ultimo attacco del genere era avvenuto lunedì 5 febbraio, quando i ribelli Houthi avevano scagliato un missile contro la base militare di King Faisal.

Al Arabiya in lingua inglese ha riportato che il razzo è stato distrutto prima che raggiungesse l’obiettivo. Tuttavia, il colonnello Aziz Rashed, il vice-portavoce dell’esercito yemenita, ha dichiarato ad al-Masirah, il canale televisivo del Paese, che il loro attacco è riuscito a distruggere il sistema missilistico americano installato vicino la città di Al-Mokha. Secondo Rashed, la distruzione dell’arsenale saudita favorirà i loro sforzi per liberare la costa occidentale dello Yemen dai mercenari della coalizione.

Per tutta risposta, i combattenti sauditi hanno diretto un raid aereo contro una località controllata dagli Houthi nella città di Hodeida, ritenuta essere il luogo da dove è stato lanciato il razzo.

Il lancio del missile da parte degli Houthi è avvenuto in seguito alle attività dell’esercito yemenita, supportato dalle forze della coalizione araba, che, giovedì 8 febbraio, aveva eliminato 5 leader dei ribelli e altri militanti durante una serie di scontri, duranti circa 5 ore, avvenuti nell’area di Tiba, vicino Saada.

L’Arabia Saudita è a capo della coalizione araba, di cui fanno parte anche Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, che è entrata nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi, tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Iran, invece, supporta gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.

La guerra civile in Yemen va avanti dal 19 marzo 2015 e ha causato milioni di vittime, in un panorama umanitario che va peggiorando di giorno in giorno. Il Paese è soggetto alla chiusura dei confini e delle vie marittime, pertanto la popolazione si trova in mancanza di beni di prima necessità. Ciò sta causando una grave carestia e la diffusione di malattie come il colera e la difterite. Secondo le stime della Croce Rossa, al momento più dell’80% della popolazione è stata privata di cibo e carburante e non ha accesso all’acqua potabile e alle cure sanitarie. Il 6 febbraio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva pubblicato una dichiarazione con la quale affermava la sua decisione di utilizzare più di 9 milioni di dollari del Fondo di Emergenza delle Nazioni Unite (CERF) per fornire aiuti sanitari urgenti a 630 mila persone, compresi 189 mila sfollati interni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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