Israele attacca in Siria, dopo aver intercettato un drone iraniano

Pubblicato il 10 febbraio 2018 alle 9:59 in Israele Siria

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In risposta all’intercettazione di Israele di un drone iraniano partito dal territorio siriano, il Paese ha avviato un attacco aereo in Siria; la contraerea siriana ha abbattuto un jet F-16 israeliano.

Nella mattina di sabato 10 febbraio, il fuoco della contraerea siriana ha sventato un attacco via cielo avviato da Israele. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa locale, SANA, rendendo noto che le difese aeree siriane hanno risposto a una nuova aggressione israeliana. Una fonte interna all’esercito siriano ha spiegato che l’offensiva aerea, lanciata da Israele all’alba, era diretta contro una base militare situata nell’area centrale del Paese. In risposta, l’aeronautica siriana ha sventato l’attacco colpendo diversi aerei e abbattendo un jet israeliano, il quale, secondo quanto riferito dai media locali, è precipitato nella zona settentrionale di Israele.

Come ha spiegato sul suo profilo Twitter il portavoce del colonnello israeliano Jonathan Conricus, il motivo dell’attacco mosso da Israele è stata una precedente intercettazione area di un drone iraniano, lanciato dal suolo siriano verso Israele. Le difese aeree israeliano hanno dunque risposto all’offensiva prendendo come bersaglio i sistemi di controllo iraniani che, dalla Siria, hanno per primi lanciato il drone. Conricus ha aggiunto che la risposta siriana non è tardata, e il fuoco di Damasco ha abbattuto un F-16 israeliano. I piloti del velivolo si sono salvati.

Si tratta di uno dei più gravi incidenti che hanno coinvolto Israele, Iran e Siria dall’inizio della guerra civile siriana, il 15 marzo 2011.

Martedì 6 febbraio, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha reso visita al fronte israelo-siriano. In tale occasione egli ha avvertito i “nemici di Israele” di non mettere alla prova la determinazione del suo Paese. Nel pronunciare tali parole, il premier non ha tuttavia menzionato esplicitamente né Iran né le milizie libanesi di Hezbollah alleate all’Iran, che costituiscono i principali nemici di Israele nel conflitto siriano.

Netanyahu ha altresì messo in guardia ripetutamente contro ogni tentativo iraniano di sviluppare ulteriormente la sua presenza militare in Siria, tentativi che sembrano trovare una prima conferma nella volontà iraniana di mantenere le proprie milizie dispiegate sul territorio siriano anche dopo la fine del conflitto. Il premier israeliano si è inoltre detto allarmato circa la costruzione di fabbriche missilistiche nel vicino Libano.

Scoppi di violenze provenienti dalla guerra civile siriana si sono più volte propagati anche a Israele, che in alcune occasioni ha aperto il fuoco per far fronte a quelli che il governo israeliano ha giudicato deliberati sconfinamenti degli scontri siriani sul suolo di Israele. Nel corso dei quasi otto anni del conflitto interno siriano, Israele ha altresì bloccato circa un centinaio di tentati invii di armamenti in Siria. Le armi, secondo il governo israeliano, sarebbero inviate dal gruppo libanese di Hezbollah.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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