Palestina: Emirati Arabi Uniti e Qatar donano fondi a Gaza

Pubblicato il 10 febbraio 2018 alle 9:47 in Medio Oriente Palestina

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno donato 2 milioni di dollari e il Qatar ha promesso di stanziare un fondo di 9 milioni di dollari da destinare alla Striscia di Gaza, così da prevenire la chiusura dei generatori di emergenza degli ospedali nell’enclave palestinese. Secondo il Ministero della Salute dell’area, a oggi sono già 17 i generatori che si sono fermati.

Le Nazioni Unite hanno richiesto ai Paesi membri, giovedì 8 gennaio, di donare fondi, in quanto i generatori che mantengono operativi i servizi sanitari e le strutture ospedaliere di Gaza esauriranno il combustibile nel giro di 10 giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilasciato una dichiarazione per annunciare le donazioni degli Emirati Arabi Uniti, affermando che riusciranno, in questo modo, a fornire combustibile per alcuni mesi. Nonostante l’aiuto del governo del Paese, il capo dell’Ufficio dell’OMS per la Cisgiordania e Gaza, Gerald Rockenschaub, ha dichiarato che è necessario cercare una soluzione più stabile per evitare la chiusura delle strutture sanitarie nell’area.

Il Ministero degli Affari Esteri del Qatar ha annunciato la decisione di destinare un fondo a Gaza sul suo sito web, aggiungendo che verranno inviati anche medicinali, forniture mediche e cibo, oltre al carburante per i generatori. Giovedì 8 febbraio, l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani ha telefonato al capo del gruppo Hamas, Ismail Hanieyh, promettendo gli aiuti e affermando che il suo Paese continuerà a supportare il popolo palestinese e i progetti di costruzione nella striscia di Gaza. Si tratta della prima telefonata di un leader mondiale ad Hanieyh, dopo la recente decisione degli Stati Uniti di inserire il leader di Hamas nella lista nera dei terroristi globali.

Da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato, il 6 dicembre 2017, il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e la sua intenzione di spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv alla Città Santa, gli scontri fra israeliani e palestinesi erano aumentati e si erano inaspriti, con lanci di missili, raid e rappresaglie provenienti da entrambe le parti. In numerose occasioni, in seguito ad alcuni di questi attacchi, le forze armate israeliane avevano deciso di chiudere gli attraversamenti di confine verso la Striscia di Gaza, peggiorando la già precaria situazione nell’area.

Dal giugno 2017, inoltre, nella zona era stato imposto un blocco sull’energia elettrica, che era stato revocato il 3 gennaio 2018, quando l’Autorità Palestinese aveva acconsentito a riprendere i pagamenti nella Striscia. La questione finanziaria era diventata di fondamentale importanza nei tentativi di riconciliazione fra il gruppo islamico di Hamas, che dal giugno 2007 governa la Striscia di Gaza, e l’Autorità Palestinese. La crisi elettrica ha costretto gli abitanti di Gaza a vivere in condizioni disperate, dal momento che la mancanza di energia ha gravi conseguenze sulla fornitura di servizi essenziali, quali sanità e acqua. In merito alla questione si erano espresse anche le Nazioni Unite, le quali, in un comunicato, emesso venerdì 11 agosto 2017, avevano annunciato la loro profonda preoccupazione per il deterioramento delle condizioni umanitarie e per la protezione dei diritti umani nella striscia di Gaza. In tale occasione, l’organizzazione internazionale aveva altresì accusato Israele, lo Stato della Palestina e le autorità di Gaza di essere responsabili della situazione e di non rispettare gli obblighi in merito alla promozione e alla protezione dei diritti degli abitanti di Gaza.

In seguito all’intensificarsi dell’opposizione del popolo palestinese nei confronti del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, inoltre, gli Stati Uniti avevano deciso di dimezzare i fondi destinati all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), causando ulteriori problematiche nell’area.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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