Israele: al via raid aerei in Siria tra tensioni diplomatiche

Pubblicato il 10 febbraio 2018 alle 21:15 in Israele Siria

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In seguito all’abbattimento siriano di un suo velivolo militare, Israele ha dato il via a una massiccia serie di raid arei contro le forze iraniane sul suolo siriano, scatenando tensioni internazionali.

Sabato 10 febbraio, Israele ha risposto all’abbattimento di un suo aereo F-16 aprendo la strada a una pesante offensiva aerea in terra siriana. Un ufficiale appartenente al blocco alleato di Assad ha riferito alla stampa che la sua fazione ha consegnato un messaggio a Israele, aggiungendo che non reputa plausibile lo sviluppo di una guerra nella regione.

Sia Israele che la Siria hanno reso noto che non intendono aggravare la situazione in un conflitto più ampio, nonostante il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di sabato si sia affrettato a raggiungere il quartier generale dell’esercito a Tel Aviv per consultarsi sul da farsi, e gli alleati di Assad abbiano minacciato di adottare una risposta intransigente verso qualunque “azione terroristica” Israele voglia portare avanti.

Un portavoce dell’esercito israeliano ha affermato che il suo Paese non vuole provocare un’escalation nella regione, ma è sua intenzione portare avanti una linea difensiva in risposta all’aggressione iraniana rappresentata dall’utilizzo di un drone sul suolo israeliano.

Uzi Rabi, direttore del Moshe Dayan Center per gli studi sul Medio Oriente e sull’Africa presso l’università di Tel Aviv, ha affermato che la difficoltà maggiore è capire come superare l’impasse in un momento in cui nessuno dei due lati desidera scatenare una guerra, ma d’altro canto entrambi vogliono essere gli ultimi a rispondere a modo alle provocazioni senza darla vinta all’avversario.

A Washington, l’amministrazione Trump ha appoggiato la posizione adottata da Israele nei confronti dell’Iran, dichiarando che contenere l’espansione dell’influenza di Teheran è anche parte della politica americana in Siria.

Il ministero degli Esteri russo ha fatto sapere che Mosca – che è impegnata militarmente in Siria in favore di Assad fin dal 2015 – è seriamente preoccupata circa i recenti sviluppi tra i tre Paesi, e ha lanciato un appello a ambo le parti a usare moderazione ed evitare qualsiasi azione che potrebbe aggravare la situazione.

L’Iran ha respinto la versione israeliana degli eventi definendola “ridicola”, e l’alleanza militare a favore di Assad sostiene che nessuno dei propri droni abbia varcato il confine con Israele.

Il gruppo libanese sciita di Hezbollah ha risposto agli eventi della giornata affermando che l’abbattimento di un F-16 israeliano da parte dell’esercito siriano segna “l’inizio di una nuova fase strategica” che arginerà “l’abuso” israeliano dello spazio aereo siriano. Hezbollah fa parte dell’alleanza militare che appoggia la fazione governativa e il presidente siriano, Bashar al-Assad, nelle dinamiche della guerra civile in Siria, e l’ultimo importante conflitto combattuto tra Hezbollah e Israele risale al 2006.

Nuove tensioni sono scoppiate anche al confine tra Israele e Libano per un duplice motivo: da una parte, a causa dei progetti israeliani in merito alla costruzione di un muro di frontiera, dall’altra, a causa degli intenti libanesi di sfruttare un giacimento energetico marino che è in gran parte situato in acque contese.

A Gaza, l’ala armata del gruppo islamico Hamas ha dichiarato lo stato di allerta tra i suoi combattenti per via dell’escalation di violenze odierne nel nord di Israele.

David Ivry, un ex comandante delle forze aree israeliane, ha affermato che secondo lui si tratta della prima volta che un F-16 del Paese viene abbattuto da quando Israele ha iniziato a dotarsi dei propri jet negli anni ’80.

Il velivolo abbattuto dalla contraerea siriana faceva parte di un gruppo di almeno 8 aerei da guerra israeliani, inviati in Siria per colpire le basi iraniane presenti in loco. Tale attacco era stato avviato in risposta alla scoperta e all’intercettazione israeliana, alle 4.30 ora locale, di un drone in territorio israeliano proveniente dalle basi iraniane in Siria. L’aereo F-16 israeliano, in seguito all’abbattimento, è caduto in un campo nelle vicinanze di Harduf, a est di Haifa, nel nord di Israele. Entrambi i piloti si sono espulsi dal mezzo durante la caduta, e sono feriti; uno dei due verte in condizioni gravi. L’esercito israeliano ha affermato che dalle prime ricostruzioni è apparso evidente che l’F-16 sia stato colpito dal fuoco della contraerea siriana.

L’incidente rappresenta una delle più gravi escalation militari avvenute in Siria tra Israele e le forze iraniane, le quali hanno aumentato progressivamente la loro presenza sul territorio durante i combattimenti in sostegno del presidente Assad, nel corso della guerra civile che dal 15 marzo 2011 affligge la Siria.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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