Sud Sudan: rilasciati 311 bambini soldato

Pubblicato il 9 febbraio 2018 alle 6:01 in Africa Sud Sudan

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Più di 300 bambini soldato sono stati rilasciati dai gruppi armati del Sud Sudan.

La notizia è stata resa nota dalla missione delle Nazioni Unite nel Paese africano (UNMISS), la quale ha riferito che i 311 minori, di cui 87 femmine, verranno subito reintegrati nelle comunità di origine. “I bambini non dovrebbero utilizzare le armi ed essere addestrati a uccidere, dovrebbero giocare, imparare, divertirsi ed essere protetti dagli adulti che li circondano”, ha dichiarato il capo della missione, David Shearer. La liberazione dei 311 bambini soldato è stata celebrata con una cerimonia presso la città di Yambio. Secondo quanto riferito da Shearer, è la prima volta che i militanti rilasciano così tante bambine da quando è in corso il conflitto, scoppiato nel 2013. “Avranno sofferto molto, venendo ripetutamente violentate. Adesso è vitale che ricevano supporto per essere reintegrate nelle comunità e per essere riaccolte dalle famiglie e dagli amici”, ha spiegato il capo dell’UNMISS.

Il fenomeno dei bambini soldati è molto diffuso in Sud Sudan, Paese più giovane del mondo, in quanto è stato fondato il 9 luglio 2011, proclamando l’indipendenza dal Sudan. Dal 2013, lo Stato africano è scosso da un violento conflitto che contrappone numerose milizie tribali alle truppe governative. Secondo le Nazioni Unite, entrambe le fazioni hanno reclutano e addestrano circa 19.000 bambini, obbligandoli a combattere. Nel corso dei due anni passati, l’Onu ha ottenuto il rilascio di almeno 2.000 minori, di cui più del 10% aveva un’età inferiore a 13 anni. Secondo i gruppi umanitari, il reclutamento dei bambini continua senza sosta, anche se il governo di Juba ha promesso di impegnarsi a contrastare tale fenomeno. Tuttavia, la situazione umanitaria locale è aggravata ulteriormente dalle politiche dello stesso presidente Salva Kiir, il quale, il 10 novembre 2011, è stato accusato dall’Onu di bloccare i rifornimenti di cibo e l’assistenza in determinate aree del Sud Sudan, per punire i propri cittadini. Alla luce di ciò, il 6 febbraio, gli Stati Uniti hanno adottato un bando contro le esportazioni di armi e di servizi di difesa in Sud Sudan, a causa della guerra civile che sta attraversando il Paese.

Le violenze hanno prodotto quasi 4 milioni di sfollati, costretti ad abbandonare le proprie case e, al momento ammontano, circa 6 milioni i cittadini che hanno bisogno disperato di assistenza, mentre 1,2 milioni sta rischiando di morire di fame.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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