Stati Uniti: fine dello shutdown, approvata legge di bilancio

Pubblicato il 9 febbraio 2018 alle 12:00 in USA e Canada

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La Casa dei Rappresentanti ha approvato la legge di bilancio proposta dal Senato, con 240 voti favorevoli e 186 contrari, ponendo fine allo shutdown del governo.

Il blocco del governo era iniziato la notte tra l’8 e il 9 febbraio, a causa del mancato accordo tra repubblicani e democratici in merito all’approvazione del nuovo patto di bilancio per il prossimo biennio, che avrebbe dovuto essere raggiunto entro la mezzanotte, data di scadenza fissata alla fine dello scorso blocco governativo del 20-23 gennaio. Stavolta, la situazione era stata aggravata da una spaccatura interna all’ala repubblicana, in cui il senatore del Kentucky, Rand Paul, si era appellato a cavilli procedurali per rallentare l’approvazione del Senato. Con l’escamotage di chiedere l’adozione di un emendamento che avrebbe imposto limiti rigidi alla spesa, Paul aveva fatto sì che, una volta passata la mezzanotte, non venisse raggiunta la maggioranza necessaria a far passare l’accordo.

Nelle prime ore del mattino del 9 febbraio, il Senato statunitense ha comunque approvato una legge, con 71 voti favorevoli e 28 contrari, contenente un nuovo bilancio per sbloccare la situazione e concludere il blocco governativo al più presto. Tale legge, la quale prevede un aumento di spesa di circa 300 miliardi di dollari, soprattutto nei settori della Difesa, che è stata poi passata alla Casa dei Rappresentanti. In seguito alla votazione in seno al Senato, il leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnel, ha dichiarato di voler aprire un dibattito sull’immigrazione lunedì prossimo, per elaborare una nuova proposta di legge che metta d’accordo repubblicani e democratici. Tuttavia, ciò accadrà soltanto se la Casa dei Rappresentanti passerà la risoluzione del Senato nella giornata di venerdì 9 febbraio.

Il secondo shutdown è avvienuto a nemmeno un mese di distanza dal blocco governativo del 20-23 gennaio, quando il Congresso non era riuscito a raggiungere un accordo sulla spesa del governo e sull’immigrazione. In particolare, il blocco era iniziato in quanto i repubblicani e Trump si erano rifiutati di estendere la protezione del Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), di cui usufruiscono 800.000 persone, a migliaia di giovani immigrati, come proposto dai democratici che, in reazione, si sono opposti al passaggio della proposta di legge per finanziare il bilancio del governo fino all’8 febbraio 2018. Lo shutdown è terminato la notte tra il 22 e il 23 gennaio, quando il presidente Trump ha firmato la misura approvata da Repubblicani e Democratici, che ha prolungato i finanziamenti per il Programma di Assicurazione Sanitaria per Bambini (CHIP) per sei anni, e che prevederà l’organizzazione di votazioni sulla questione del Programma per i Sognatori nelle prossime settimane.

Lo shutdown comporta che, fino a quando non viene raggiunto un compromesso al Senato, il governo americano si trova tecnicamente senza fondi, così che le agenzie federali in tutto il Paese non possono essere operative. Prima del 20 gennaio, l’ultimo blocco di governo si era verificato nel 2013, quando circa 800.000 lavoratori federali furono messi in licenza dal primo al 17 ottobre. L’impasse riguardò il passaggio di una lettera di finanziamento incentrata sulla legge sanitaria dell’ex presidente democratico, Barack Obama. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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