UNHCR: la crisi dei rifugiati del Burundi rischia di essere dimenticata

Pubblicato il 8 febbraio 2018 alle 16:31 in Burundi Immigrazione

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La crisi dei rifugiati del Burundi rischia di essere dimenticata dal mondo.

È quanto afferma la UN Refugee Agency (UNHCR) in un comunicato, con cui ha lanciato un appello per raccogliere 391 milioni di dollari a sostegno dei 430.000 cittadini  del Burundi sparsi nei Paesi vicini, dove stanno lottando per sopravvivere. L’organizzazione umanitaria rende noto che i fondi raccolti finora per assistere i rifugiati burundiani non sono sufficienti a migliorare la situazione. Se ciò non dovesse cambiare, il piano di risposta per i rifugiati del Burundi rischierà di diventare l’iniziativa umanitaria meno finanziata al mondo, facendo cadere nel dimenticatoio centinaia di migliaia di persone che necessitano soccorso immediato. Per evitare che ciò accada, la UN Refugee Agency, insieme ad altri 26 partner, chiede la ricerca di una soluzione che sia “genuina e duratura” per la crisi in corso. L’alto commissario per i Rifugiati dell’Onu, Filippo Grandi, ha spiegato che la maggior parte delle risorse di cibo è stata esaurita o tagliata nei Paesi che ospitano i cittadini del Burundi, i quali sono diventati oggetto di violenza e maltrattamenti da parte di gruppi locali.

Il Burundi, uno degli Stati più poveri al mondo, è caratterizzato da una forte instabilità politica, inaspritasi nell’aprile 2015, quando il presidente burundiano, pierre Nkurunziza, in carica dal 26 agosto 2005, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato consecutivo, violente proteste sono scoppiate in tutto il Paese, costringendo un numero sempre crescente di cittadini a fuggire. In quasi tre anni, sono più di 400.0000 i burundiani che si sono rifugiati negli Stati vicini. Nello specifico, 254.000 sono fuggiti in Tanzania, 89.000 in Ruanda, 44.000 nella repubblica Democratica del Congo e 40.000 in Uganda. Altri piccoli gruppi di cittadini del Burundi si sono spinti in Kenya, Zambia, Mozambico, Malawi e Sud Africa per sfuggire alle violenze.

La situazione è talmente grave che, il 6 settembre, le Nazioni Unite hanno accusato il governo del Burundi di crimini contro l’umanità e hanno chiesto alla Corte Penale Internazionale di iniziare un processo il più presto possibile.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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