La Cina guarda all’Europa

Pubblicato il 8 febbraio 2018 alle 10:26 in Cina Europa

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Dall’inizio del 2018 due leader europei hanno compiuto una visita ufficiale in Cina, si tratta del presidente francese, Emmanuel Macron, e del primo ministro inglese, Theresa May.

Il presidente Macron si è recato in Cina dall’8 al 10 gennaio, in occasione del cinquantesimo anniversario dall’istituzione dei rapporti diplomatici, con il duplice obiettivo di rafforzare la sua posizione di leader dell’Unione Europea di fronte al partner cinese e di creare un partenariato strategico con Pechino.

La Francia presenta un ampio deficit commerciale con la Cina pari a circa 30 miliardi di dollari. Il presidente Macron ha, quindi, richiamato l’attenzione sulla realizzazione di una relazione commerciale tra i due Paesi più bilanciata, in grado di creare un rapporto win-win dalle regole ben definite. I mercati nazionali cinesi risultano ancora non sufficientemente aperti agli investitori stranieri e questo crea un profondo disequilibrio di mercato. L’Unione Europea, di cui Macron si è fatto portavoce, è favorevole ad ampliare gli scambi commerciali con la Cina, a patto che il rapporto tra Stati sia chiaro e vicendevolmente proficuo.

Il leader francese ha, inoltre, adottato una posizione più risoluta in merito alla partecipazione del Paese al grande progetto economico ed infrastrutturale cinese “OneBeltOne Road”, affermando di voler assumere un ruolo più attivo nella realizzazione dell’iniziativa. Tale impresa ha lo scopo di collegare sia via mare sia via terra la Cina all’Europa e necessita della piena collaborazione dei Paesi coinvolti per poter avere successo.

Ad accompagnare il capo dell’Eliseo è stata una delegazione composta da esponenti delle principali aziende e compagnie francesi, tra cui BNP Paribas SA, Societé Generale SA, Natixis SA ed Airbus SE.

Il primo ministro May, invece, ha visitato la Repubblica Popolare Cinese dal 31 gennaio al 2 febbraio per rafforzare i legami commerciali tra i due Paesi. La Gran Bretagna, a seguito dell’avvio dei trattati per la Brexit, è stata definita “natural partner” della Cina dal cancelliere Philip Hammond. Tale espressione serve a ricordare la lunga storia di cooperazione tra i due Paesi, risalente al sedicesimo secolo. Il primo ministro, durante la sua visita ufficiale, si è concentrato sulle grandi opportunità presenti per le imprese di entrambi i Paesi e ha portato con sé 50 rappresentanti commerciali provenienti da diversi settori, tra cui tecnologia, servizi finanziari, infrastrutture ed educazione con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di business. Sulla partecipazione inglese all’iniziativa “OneBeltOne Road”, invece, il premier ha rifiutato di siglare un memorandum of understanding, pur esprimendo interesse per una futura collaborazione.

A conclusione della permanenza in Cina, Theresa May è riuscita a stipulare accordi commerciali per un valore pari a 9.3 miliardi di sterline che creeranno circa 2500 nuovi posti di lavoro. Inoltre, ha concordato con il presidente cinese, XiJinping, la promessa di avviare una nuova “era d’oro” tra i due Paesi.

La posizione cinese emersa a seguito di questi due incontri mostra, pertanto, una rinnovata attenzione nei confronti dell’Europa e dell’evoluzione del processo di Brexit. La Francia, grazie all’approccio concreto e lungimirante dimostrato dal presidente, ha concrete possibilità di diventare uno dei principali interlocutori dell’Unione Europea in Cina e di migliorare la sua posizione negoziale. La Gran Bretagna presenta, invece, sia opportunità per nuovi accordi commerciali di libero scambio, a seguito della sua futura uscita dall’UE, sia rischi legati alle conseguenze ancora imprevedibili di tale decisione.

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di Redazione

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