Iraq: operazione contro l’ISIS

Pubblicato il 8 febbraio 2018 alle 6:03 in Iraq Medio Oriente

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Le forze irachene, sostenute dalla coalizione internazionale, a guida americana, hanno iniziato un’operazione contro i militanti dello Stato Islamico, che si sono rifugiati nella regione desertica situata nel nord-est del Paese.

Secondo quanto riferito dall’esercito iracheno, mercoledì 7 febbraio, le forze di intervento rapido, in coordinamento con i combattenti curdi e le forze aeree irachene e della coalizione, hanno lanciato un’ampia operazione a est della città di Tuz Khurmatu, al fine di “scacciare gli ultimi militanti dell’ISIS”. Poco dopo l’avvio della campagna, le forze irachene hanno ripreso alcuni villaggi e hanno fatto un’incursione in un campo dello Stato Islamico.

L’operazione è mirata a “distruggere le cellule dormienti” in una rotta utilizzata per il trasporto del petrolio, che collega il governatorato di Kirkuk all’Iran. Si tratta di un territorio montuoso, nel quale alcuni gruppi armati, tra i quali l’ISIS, si sono rifugiati per continuare le proprie attività. In tal senso, l’esercito iracheno ha dichiarato: “Al fine di rafforzare la sicurezza e la stabilità, distruggere le cellule dormienti e continuare le operazioni di pulizia, è stata lanciata, nelle prime ore di mercoledì, un’operazione mirata a cercare e ripulire le aree a est di Tuz Khurmatu”.

Il 9 dicembre 2017, il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, aveva annunciato che le forze irachene aveva scacciato gli ultimi combattenti dello Stato Islamico dal Paese, dopo tre anni di occupazione. Nonostante ciò, alcune cellule dormienti dell’organizzazione terroristica sono ancora presenti nelle aree desertiche.

In questo contesto, il 23 gennaio, il comandante del gruppo Kata’ib Al-Hamza di Al-Qaim, composto da forze sunnite che combattono contro l’organizzazione terroristica, Abu Aya, aveva dichiarato che “l’ISIS ha numerose basi sotterranee nel deserto di Al-Anbar. La più vicina ad Al-Qaim si trova a 93 km di distanza”. In questo contesto, Aya aveva aggiunto: “Siamo a conoscenza delle restanti 3 basi dello Stato Islamico nel deserto occidentale di Al-Anbar, una delle quali era stata colpita dai raid aerei della coalizione, nei pressi dell’ex base aerea H1. Tuttavia, credo che ce ne siano almeno 5 o 6. Una è abbastanza grande perchè le automobili vadano sottoterra e si trova nell’area tra Al-Anbar e Salah Al-Din”. La base aerea H1 era una base militare irachena che, dopo essere stata utilizzata durante l’operazione Iraqi Freedom, era stata abbandonata nel 2003.

Precedentemente, martedì 30 gennaio, le forze dell’esercito iracheno hanno lanciato un’ampia operazione, della durata di 3 giorni, nel deserto meridionale, situato nei governatorati di Najaf, Muthana, Dhi Qar e Barra, mirata a combattere le cellule dormienti dello Stato Islamico che si annidano nel territorio.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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