Egitto – Turchia: disputa sui confini marittimi

Pubblicato il 8 febbraio 2018 alle 15:26 in Egitto Turchia

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L’Egitto ha esortato la Turchia a non violare i suoi diritti sovrani nella zona economica esclusiva (EEZ) del mar Mediterraneo orientale, in risposta alle dichiarazioni del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu.

La zona economica esclusiva (ZEE) è un’area del mare, situata vicino alle acque territoriali, nella quale uno Stato ha diritti sovrani per la gestione delle risorse naturali, della ricerca scientifica e della protezione e conservazione dell’ambiente marino. Nel 2013, Egitto e Cipro avevano firmato un accordo sulla demarcazione dei confini marittimi, mirato a sviluppare le riserve di idrocarburi che si trovano nel territorio marittimo di confine, all’interno della zona economica esclusiva del mar Mediterraneo orientale.

In un comunicato ufficiale, emanato mercoledì 7 febbraio, il portavoce del Ministero degli Esteri, Ahmed Abu Zeid, ha dichiarato che qualsiasi tentativo di violare i diritti del Pese sarebbe considerato “inaccettabile” e verrebbe contestato. In tal senso, il portavoce ha aggiunto che nessuna parte può contestare la validità dell’accordo, “dal momento che è in linea con i principi del diritto internazionale ed è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite”.

Le affermazioni di Zeid sono giunte in risposta a quelle del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, il quale, domenica 4 febbraio, aveva dichiarato, in un’intervista al quotidiano greco Kathimerini, che Ankara considererebbe l’accordo sulla demarcazione dei confini “nullo e vuoto, secondo il diritto internazionale”. In tale occasione, Cavusoglu aveva affermato: “La Turchia ha presentato ricorso alle Nazioni Unite in merito all’accordo del 2003 tra Egitto, Cipro e Grecia, che riguarda la cosiddetta delimitazione della zona economica esclusiva. Dopo un esame approfondito, siamo giunti alla conclusione che l’accordo viola la piattaforma continentale della Turchia”. Il ministro aveva altresì aggiunto: “Nessun Paese, società o imbarcazione straniero può condurre attività di ricerca scientifica o di idrocarburi non autorizzata all’interno della piattaforma continentale della Turchia”.

In occasione dell’intervista, Cavusoglu aveva altresì dichiarato che Ankara starebbe programmando di iniziare alcune attività di esplorazione nel mar Mediterraneo orientale nel breve termine. In tal senso, il ministro turco aveva affermato: “È un nostro diritto sovrano cercare ed esplorare le risorse energetiche, di conseguenza abbiamo programmato di iniziare le esplorazioni nella regione del Mediterraneo orientale nel prossimo futuro”.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri turco sono state rilasciate dopo che, il 31 gennaio, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, aveva inaugurato la prima fase della produzione del giacimento di gas naturale di Zohr, il più grande giacimento di gas naturale del mar Mediterraneo, situato nella zona economica esclusiva del Mediterraneo orientale.

I rapporti tra Egitto e Turchia sono tesi dal colpo di stato con il quale, il 3 luglio 2013, Al-Sisi aveva preso il potere, rovesciando il governo dell’ex presidente Mohamed Morsi, alleato del Justice and Development Party (AKP), il partito al potere in Turchia. Da parte sua, il presidente egiziano ha più volte accusato Ankara di “interferenza” nei propri affari interni e di sostenere i gruppi islamisti che hanno condotto attacchi terroristici nel Paese.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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