Corea del Nord: non vogliamo parlare con la delegazione americana ai Giochi Olimpici

Pubblicato il 8 febbraio 2018 alle 11:23 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha dichiarato di non voler colloquiare con la delegazione americana che sarà presente ai Giochi Olimpici invernali, i quali avranno inizio venerdì 9 febbraio in Corea del Sud. Il direttore generale del dipartimento del Ministero degli Esteri nordcoreano, Jo Yong Sam, ha riferito che Pyongyang non ha mai “pregato Washington di dialogare”, e non ha intenzione di farlo adesso, motivo per cui non ci sarà alcun incontro a margine delle Olimpiadi.

Le affermazioni dell’ufficiale nordcoreano sono state pronunciate alla vigilia dell’evento sportivo, che si terrà presso la città costiera di Gangwon, e seguono le dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente americano, Mike Pence, nel corso della visita ufficiale in Giappone, dove è atterrato la notte di martedì 6 febbraio. Durante un incontro con le truppe americane presso la base di area giapponese Yakota, Pence ha effettuato una serie di commenti in merito alla Corea del Nord e ai Giochi Olimpici, lasciando intendere che gli Stati Uniti non escludono la possibilità di un incontro con gli ufficiali nordcoreani. “Non ho richiesto alcun meeting, ma vedremo cosa succederà”, ha affermato Pence, aggiungendo che Washington difenderà sempre l’alleato giapponese e che “tutte le opzioni verranno prese in considerazione” nel contrastare la minaccia nordcoreana. La CNN riporta che l’obiettivo del viaggio in Giappone e in Corea del Sud di Pence, oltre a monitorare le mosse di Pyongyang, è anche quello di contrastare la sua propaganda, che gli USA ritengono miri a fuorviare il messaggio delle Olimpiadi. “Noi saremo là per applaudire i nostri atleti, ma anche per stare vicino agli alleati e per ricordare al mondo che la Corea del Nord è il regime più tirannico e oppressivo del Pianeta”, ha dichiarato Pence. Per esercitare ulteriore pressione, il vicepresidente ha altresì dichiarato che l’amministrazione Trump ha intenzione di imporre nuove sanzioni economiche “ancora più aggressive” nei confronti della Corea del Nord, nei prossimi giorni. Nel corso della settimana, Pence incontrerà alcuni disertori di Pyongyang per discutere  le violazioni dei diritti umani compiuti nel Paese asiatico. 

Giovedì 8 febbraio, il vicepresidente americano è atterrato a Seoul, dove stanno arrivando atleti da tutto il mondo per l’inizio dei Giochi Olimpici invernali. La delegazione nordcoreana è guidata da Kim Yonh Nam, uno dei politici di Pyongyang più potenti, che è accompagnato dalla sorella del leader Kim Jong-un, Kim Yo Jong. Secondo alcuni osservatori, la sua presenza costituirebbe una speranza di avvicinamento diplomatico. Tuttavia, un comunicato dell’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana, KCNA Watch, pubblicato pochi giorni fa, sembra smentire tale ipotesi, riferendo che “gli Stati Uniti cercheranno di utilizzare le Olimpiadi come terreno di scontro con la Corea del Nord”. In particolare, l’emittente di Pyongyang ha definito i commenti di Pence in merito alla propaganda nordcoreana “avventati” e volti a bloccare l’avvicinamento delle due Coree. Nella conclusione, il comunicato afferma che gli USA dovrebbero evitare azioni sconsiderate, altrimenti, ciò che otterranno sarà soltanto l’isolamento internazionale.

L’avvicinamento tra le due Coree nominato dall’agenzia di stampa nordcoreana si riferisce all’incontro del 9 gennaio tra una delegazione di Seoul e una delegazione di Pyongyang avvenuto nel villaggio di Panmunjom, in Corea del Sud. Si è trattato del primo meeting tra i due Stati dal 2015, e l’argomento di discussione principale è stato la partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi Invernali. Nell’occasione, tuttavia, i due Paesi hanno anche concordato di rilanciare negoziati militari. Lo scongelamento delle relazioni fra le due Coree era cominciato il 3 gennaio, con la riapertura di una hotline di comunicazione tra i due lati del confine, per riavviare il dialogo fra i due governi e cominciare le discussioni per le Olimpiadi.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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