Siria: attacco aereo israeliano contro postazioni militari

Pubblicato il 7 febbraio 2018 alle 10:39 in Israele Siria

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Il sistema di difesa aereo siriano ha intercettato un attacco aereo israeliano, che mirava a colpire alcune postazioni militari situate nei pressi di Damasco.

In un comunicato ufficiale, emanato nella mattinata di mercoledì 7 febbraio, l’esercito siriano ha dichiarato che “i jet da combattimento israeliani hanno sparato alcuni missili dallo spazio aereo libanese contro una delle postazioni militari siriane nella campagna di Damasco” e ha aggiunto: “Il nostro sistema di difesa aera ne ha intercettato e distrutto la maggior parte”. L’esercito israeliano non ha ancora diffuso alcun commento ufficiale sull’accaduto.

Secondo quanto riferito dal direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdul Rahman, alcuni missili israeliani sarebbero riusciti a colpire gli obiettivi militari situati nei pressi della capitale siriana. In questo senso, Rahman ha dichiarato: “Il sistema di difesa aereo siriano ha intercettato alcuni missili, ma altri hanno colpito i depositi di munizioni nei pressi di Jamraya”, un villaggio situato nel territorio meridionale del Paese, a circa 10 km a nord-ovest di Damasco, nel quale si trovano numerose postazioni militari e un ramo del Syrian Scientific Studies and Research Center (SSRC). Si tratta di una base di ricerca militare siriana accusata dagli Stati Uniti di essere la principale responsabile della fabbricazione di armi chimiche e del loro utilizzo nell’area contro i civili siriani. Il 14 luglio 2017, il quotidiano Al-Arabiya aveva riferito che il centro avrebbe contribuito alla fabbricazione di missili a lungo raggio, in una fabbrica costruita dall’Iran in Siria. Il centro di ricerca era già stato colpito in passato. L’ultimo attacco si era verificato il 4 dicembre 2017. Precedentemente, alcuni attacchi israeliani avevano colpito la struttura nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2013 e il 31 gennaio 2013.

Non si tratta della prima volta che missili israeliani vengono lanciati contro il territorio siriano. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato il 9 gennaio, quando l’esercito israeliano aveva condotto 3 bombardamenti consecutivi contro alcuni obiettivi situati nell’area di Qutayfeh, che si trova nella campagna a nord-est di Damasco, danneggiando una postazione militare delle forze siriane. Precedentemente, il 2 dicembre 2017, le forze di difesa siriane avevano sventato un attacco missilistico volto a colpire una postazione militare, situata nei pressi di Damasco.

Israele teme l’espansione dell’influenza iraniana in Siria. In particolare, gli ufficiali della sicurezza israeliana hanno paura che Teheran possa utilizzare la zona occidentale dell’Iraq e quella orientale della Siria come un “ponte” per unire l’Iran al Libano, permettendo il transito di combattenti e di armi tra i due Paesi. La preoccupazione di Israele è aumentata dopo che, il 10 novembre 2017, una fonte dell’Intelligence aveva riferito alla BBC che l’Iran avrebbe costruito una base permanente in un luogo utilizzato dall’esercito siriano, vicino a El-Kiswah, situata a sud di Damasco, a 50 km dal confine con Israele. Al fine di gestire tale situazione venutasi a creare negli scorsi mesi, Israele si è mosso su due fronti. Da un lato, ha colpito le milizie di Hezbollah, sostenute dall’Iran, che operano in territorio siriano. Dall’altro lato, ha preso di mira le forze del regime che si scontrano con l’opposizione siriana, in particolare nelle alture del Golan, al confine con il proprio territorio. Israele sarebbe arrivato a sostenere numerosi gruppi di opposizione, inclusi alcuni gruppi jihadisti, al fine di impedire all’Iran di stabilire la propria presenza in Siria.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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