Libano: Israele viola la sovranità nazionale

Pubblicato il 7 febbraio 2018 alle 6:02 in Israele Libano

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Il Libano ha accusato Israele di violare la sovranità nazionale, attraverso la costruzione di un muro di confine tra i due Paesi.

In occasione di un incontro tra i funzionari militari israeliani e libanesi, che si è tenuto lunedì 5 febbraio sotto l’egida della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL), Beirut ha espresso contrarietà nei confronti di un muro che Israele avrebbe intenzione di costruire al confine tra i due Paesi e che, secondo il governo libanese, passerebbe attraverso il proprio territorio nazionale. Da parte sua, l’esercito israeliano ha affermato che la costruzione si ergerebbe completamente nel proprio territorio.

Il 18 dicembre 2017, il presidente del Libano, Michel Aoun, aveva annunciato che Israele si stava “preparando per costruire un muro di separazione sulla Blue Line”, una demarcazione del confine tra i due Stati, stabilita dalle Nazioni Unite il 7 giugno 2000, dopo che le truppe israeliane si erano ritirate dal territorio libanese in seguito alla fine del Conflitto del Libano meridionale, svoltosi tra il 1982 e il 2000. In tale occasione, Aoun aveva dichiarato che il muro avrebbe costituito una violazione delle Risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare la numero 1701, e aveva sottolineato che la costruzione non rispetterebbe la linea di confine internazionale. La Risoluzione n. 1701, adottata nel 2006, aveva posto fine alle ostilità tra Israele e Hezbollah e aveva stabilito che l’esercito libanese è responsabile della sicurezza all’interno del proprio territorio, al confine con Israele, mentre sono bandite dall’area tutte le altre forze armate, incluso Hezbollah.

In un comunicato, emanato dopo la conclusione della riunione del 5 febbraio, l’esercito libanese ha dichiarato: “Dopo aver riesaminato la questione del muro, che ha intenzione di costruire il nemico israeliano, la parte libanese ha confermato la posizione del governo, ovvero il rifiuto della costruzione di questo muro, che viola la sovranità nazionale”.

Da parte sua, il comandante dell’UNIFIL, il maggiore generale Beary, ha dichiarato che l’incontro ha ricevuto grande attenzione “a causa dei lavori ingegneristici a sud della Linea Blu, che erano stati precedentemente annunciati dalla parte israeliana”. In tale occasione il maggiore generale ha altresì riconosciuto “la moderazione di entrambe le parti, volta a diminuire le tensioni e mantenere la stabilità, dal momento che nessuno vuole tornare al periodo delle tensioni e riprendere le ostilità”.

Durante l’incontro, Israele e Libano hanno altresì discusso il tema delle esplorazioni di gas nel confine marittimo tra i due Paesi. In merito alla questione, l’esercito libanese ha respinto le ultime dichiarazioni israeliane, affermando che “il blocco in cui si terranno le esplorazioni si trova interamente all’interno delle acque territoriali ed economiche del Libano”.

Il 14 dicembre 2017, il ministro dell’Acqua e dell’Energia libanese, Cesar Abi Khalil, aveva annunciato che un consorzio, formato da 3 società petrolifere, ovvero l’azienda italiana Eni, quella francese Total e quella russa Novatek, aveva vinto una gara d’appalto per iniziare le esplorazioni volte alla ricerca di gas e petrolio offshore. Uno dei blocchi in cui verranno effettuate le esplorazioni, il numero 9, viene rivendicato sia da Israele sia dal Libano, dal momento che si trova al confine tra le acque territoriali dei due Paesi, che non è nettamente definito. 

Le dichiarazioni dell’esercito libanese sono giunte in risposta alle affermazioni del ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, il quale, in occasione di una conferenza internazionale sulla sicurezza, che si era tenuta mercoledì 31 gennaio presso il think tank INSS, dell’Università di Tel Aviv, aveva definito la gara d’appalto “molto provocatoria” e aveva esortato le aziende internazionali a non partecipare alla gara.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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