Cuba accusa: gli USA lavorano alla sovversione via internet

Pubblicato il 7 febbraio 2018 alle 6:00 in Cuba

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Il governo degli Stati Uniti creerà una nuova Task Force su Internet per diffondere messaggi volti a destabilizzare l’ordine costituito a Cuba e aggredire le istituzioni e la legittimità del governo cubano – denuncia il network castrista cubadebate.

Il dipartimento di Stato ha creato una Task Force su Internet esclusivamente per Cuba composta da funzionari ed impiegati non governativi con lo scopo di “promuovere il libero flusso di informazioni e ampliare l’accesso a internet e ai media indipendenti” sull’isola, secondo un comunicato dello stesso Dipartimento.

Task Force è il termine in uso nelle Forze Armate statunitensi per definire un’unità con un incarico temporale per una operazione o missione ben specifica.

Il comunicato riferisce che la decisione rientra in quanto disposto nel Memorandum Presidenziale sulla Sicurezza nazionale del 16 giugno scorso, emesso da Donald Trump a Miami dinanzi a migliaia di esuli cubani anti-castristi.

In quell’occasione Trump annunciò una revisione delle politiche verso la maggiore delle Antille rinforzando l’embargo e limitando i permessi di viaggio tra i due paesi, invertendo così la tendenza aperturista dell’amministrazione Obama.

La prima riunione della Task Force avrà luogo nella giornata di oggi, 7 febbraio, a Washington D.C.

Il governo cubano ha denunciato l’azione come parte degli atti di sovversione promossi dalle diverse amministrazioni statunitensi che si sono succedute sin dal 1959, al fine di rovesciare l’ordine interno cubano e promuovere un “cambio di regime”.

Già nel 2014 la Associated Press diffuse documenti che provavano l’implicazione dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) nel progetto “ZunZuneo” creato nel 2009 e con il quale si pretendeva di stimolare una piattaforma di messaggistica tra i giovani cubani, molto simile a Twitter, il cui vero scopo, secondo il governo dell’isola, era promuovere azioni volte a sovvertire l’ordine costituzionale del paese.

Le autorità del paese caraibico hanno denunciato il programma Piramideo che promuoveva la creazione di una rete di amici che consentiva l’invio di messaggi a tutti i membri della “piramide di amici” pagando il prezzo di un unico sms. Secondo il governo dell’Avana era un’altra iniziativa USA per insinuare la dissidenza a Cuba.

USAID aveva infine appaltato a diverse imprese la costruzione di una rete wireless clandestina a Cuba, per un valore di 4,3 milioni di dollari, come parte del progetto Conmotion, il cui scopo era offrire a presunti imprenditori cubani l’equipaggiamento necessario per le proprie reti e alla fine allacciarle all’estero, al fine di creare una rete di utenti da “disinformare sulla situazione nazionale” e da “convocare per manifestazioni antinazionali”.

Il governo dell’Avana – ricordano i media ufficiali – promuove una strategia di informatizzazione della società e di aumento graduale dell’accesso della cittadinanza al web.

Ad oggi internet a Cuba è disponibile in poche abitazioni private e in alcune zone prestabilite dalla società telefonica nazionale (ETECSA) alla cui rete si può accedere acquistando una tessera prepagata.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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