Costa Rica: 1° aprile ballottaggio per le presidenziali. In testa il conservatore Fabricio Alvarado

Pubblicato il 7 febbraio 2018 alle 14:34 in America centrale e Caraibi

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Il primo turno delle elezioni presidenziali che si sono svolte in Costa Rica domenica scorsa 4 febbraio è stato vinto dal giornalista e cantante evangelico Fabricio Alvarado, che andrà al ballottaggio con Carlos Alvarado Quesada, ex ministro del Lavoro. Il secondo turno avrà luogo il prossimo 1 aprile.

Tredici erano inizialmente i candidati alle presidenziali del paese centroamericano, ma nell’ultimo mese i riflettori delle campagne elettorali sono rimasti puntati sulla questione dei matrimoni gay e dei diritti della comunità LGBTI, temi sui quali il candidato in testa, evangelico e conservatore, si è distinto dagli altri.

Lo scorso gennaio il governo costaricense aveva interpellato la Corte Interamericana per i Diritti Umani per sapere se la Convenzione Americana tutelasse il diritto al cambio di nome delle persone in base all’identità di genere e i diritti derivati dall’unione tra persone dello stesso sesso. La Corte aveva risposto che la Convenzione non protegge un unico modello di famiglia, non essendo la definizione di famiglia riconducibile esclusivamente a un’unione tra persone di sesso diverso, decretando dunque che la piccola nazione centroamericana dovrebbe consentire le unioni tra persone dello stesso sesso, garantendo loro gli stessi diritti degli altri cittadini.

Nell’ambito di questo dibattito, l’evangelico Fabricio Alvarado si era contraddistinto per la sua dura campagna nei confronti della comunità LGBTI e per la sua avversione ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, vincendo il primo turno sebbene non abbia ottenuto il 40 per cento dei voti necessari per essere eletto presidente senza andare al ballottaggio. Il prossimo 1 aprile, dunque, affronterà il socialdemocratico Carlos Alvarado Quesada, del Partido Acción Ciudadana, attualmente al governo ed ex ministro del Lavoro.

Il grande seguito di Fabricio Alvarado costituisce, d’altro canto, la conferma del nuovo ruolo che rivestono i politici evangelici in America Latina. L’Episcopato costaricense, sebbene non si sia pronunciato direttamente sulla contesa elettorale, aveva tuttavia più volte ribadito la contrarietà della Chiesa al matrimonio tra persone dello stesso sesso, contestando dunque la legittimità della sentenza della Corte Interamericana per i Diritti Umani.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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