Autorità Palestinese: il Giappone riconoscerà lo Stato di Palestina

Pubblicato il 7 febbraio 2018 alle 13:36 in Giappone Palestina

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Il Giappone ha intenzione di riconoscere lo Stato di Palestina e aumenterà il sostegno all’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. La notizia, riportata dal quotidiano The New Arab, spiega che tale mossa è una reazione alla decisione dell’amministrazione Trump di dimezzare i fondi all’agenzia dell’Onu, annunciata il 16 gennaio.

La scorsa settimana, Nabil Shaat, il consigliere per le relazioni internazionali del presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, ha reso noto che il ministro degli esteri giapponese, Taro Kono, stava raccogliendo le firme nel Parlamento giapponese per richiedere il riconoscimento formale dello Stato di Palestina al governo. Shaat ha altresì riferito che Tokyo riconoscerà la Palestina attraverso un processo graduale, aumentando la propria rappresentanza diplomatica nel Paese mediorientale, istituendo un ufficio. “Il Giappone supporta la creazione di un nuovo framework internazionale per gestire il processo di pace, che rompa con il monopolio degli Stati Uniti”, ha precisato Shaath, aggiungendo che le autorità di Tokyo si impegneranno a sostenere economicamente e politicamente la Palestina, finanziando progetti idrici presso la striscia di Gaza e aumentando i finanziamenti all’UNRWA.

La notizia del Giappone arriva a una settimana di distanza dall’erogazione anticipata dei fondi annuali per l’UNRWA da parte di 11 Paesi. Sette Stati, ovvero Svizzera, Finlandia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania e Russia, hanno già trasferito i fondi all’agenzia, mentre gli altri 4, ossia Belgio, Kuwait, Paesi Bassi e Irlanda, hanno promesso di farlo al più presto. Già il 18 gennaio, il Belgio aveva reso noto che avrebbe fornito 19 milioni di euro all’UNRWA, in risposta alla richiesta di donazioni da parte dell’ente, avanzata poco dopo la decisione dell’amministrazione americana di tagliare i fondi.

La decisione di Trump di dimezzare i fondi destinati all’agenzia dell’Onu comporterà effetti negativi, soprattutto sui cittadini palestinesi più vulnerabili. L’UNRWA gestisce centinaia di scuole nella striscia di Gaza, nei territori occupati della Cisgiordania, nella zona est di Gerusalemme, in libano, in Giordania e in Siria, fornendo anche aiuti, assistenza medica e servizi sociali. Il 2 febbraio, l’Unione Europea ha annunciato di voler donare un pacchetto di aiuti del valore di 42,5 milioni di euro al popolo palestinese, per aiutarlo a costruire il suo nuovo Stato. Si è trattato del primo evento del genere avvenuto in seguito al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, da parte del presidente Trump, lo scorso 6 dicembre. Tale mossa ha scatenato proteste in tutto il mondo, poiché lo status della Città Santa costituisce una delle questioni più delicate del processo di pace tra Israele e la Palestina. Gerusalemme rappresenta un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei e, di conseguenza, sia i palestinesi sia Israele ambiscono a proclamarla capitale del proprio Stato. La comunità internazionale ritiene che il suo status possa essere definito soltanto nei colloqui di pace diretti tra Israele e la Palestina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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