Sud Sudan: Stati Uniti adottano bando contro l’esportazione di armi

Pubblicato il 6 febbraio 2018 alle 6:01 in Sud Sudan USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno adottato un bando contro le esportazioni di armi e di servizi di difesa in Sud Sudan, a causa della guerra civile che sta attraversando il Paese. Secondo quanto riportato dal New York Times, le limitazioni avranno un effetto blando, dal momento che gli USA non stavano importando materiale militare nel Paese africano. Tuttavia, l’annuncio delle sanzioni, effettuato venerdì 2 febbraio, costituisce un primo step per eliminare le armi dal Sud Sudan, nel tentativo di sedare il conflitto che sta facendo rischiare 1,5 milioni di persone di morire di fame. A fine gennaio, gli ufficiali delle Nazioni Unite hanno reso noto che più di 250.000 bambini stavano soffrendo di forme di malnutrizione acuta.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, in quanto ha ottenuto l’indipendenza nel 2011 dal Sudan. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Dal 2013, è in corso una violenta guerra civile tra le milizie tribali e governative. Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. La situazione umanitaria è aggravata dalle politiche del presidente Salva Kiir, il quale, lo scorso 10 novembre, è stato accusato dall’Onu di bloccare i rifornimenti di cibo e l’assistenza in determinate aree del Sud Sudan, per punire i propri cittadini. Alla luce di ciò, il 29 novembre 2017, gli USA hanno minacciato di adottare sanzioni contro il governo di Juba, se non avesse posto fine al conflitto.

Il portavoce del Dipartimento di stato, Heather Nauert, ha riferito che l’amministrazione Trump presto inizierà ad esercitare pressione sul Consiglio di sicurezza dell’Onu, affinché venga imposto un bando globale sull’esportazione di armi in Sud Sudan, come proposto dall’ex presidente, Barack Obama. “Il messaggio deve essere chiaro: gli Stati Uniti, la regione e la comunità internazionale non staranno fermi di fronte all’assassinio di civili sud-sudanesi innocenti”, ha spiegato la Nauert. In merito alla questione delle sanzioni globali, Linda Thomas-Greenfield, che era stata assistente del segretario di Stato per gli affari africani sotto Obama, ha affermato di essere molto contenta che l’amministrazione Trump si stia muovendo a sua volta in tale direzione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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