Siria: 23 civili uccisi nel Ghouta orientale

Pubblicato il 6 febbraio 2018 alle 15:34 in Medio Oriente Siria

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Almeno 23 civili sono stati uccisi e altri 70 sono rimasti feriti in alcuni attacchi aerei che hanno colpito il territorio del Ghouta orientale, situato nella campagna di Damasco.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, lunedì 5 febbraio, i raid avrebbero sarebbero iniziati verso le 8:00, ora locale, e avrebbero colpito prima il villaggio di Arbin, per poi bombardare anche quelli di Zamalka, Haza e Hamouria, che si trovano nel Ghouta orientale. In questo contesto, l’Osservatorio ha riferito che “decine di attacchi aerei hanno colpito numerose aree del Ghouta orientale, causando la morte di 23 civili, tra i quali 4 bambini”.

Nove persone sarebbero state uccise nel bombardamento di un mercato popolare, che si trova nel villaggio di Beit Sawa, nel territorio meridionale della Siria. I bombardamenti avrebbero colpito altresì il villaggio di Arbin, avrebbero ucciso 5 civili, tra i quali un membro della Protezione Civile, il villaggio di Haza, dove sarebbero morte 6 persone, tra cui una bambina, quello di Zamalka, causando la morte di 2 civili, e il villaggio di Hamouria, uccidendo un civile.

Si tratterebbe dell’ultimo episodio di questo genere. Secondo quanto riferito da Al-Arabiya in lingua araba, due giorni prima, sabato 3 gennaio, almeno 100 missili e raid, lanciati dagli aerei delle forze del governo siriano del presidente Bashar Al-Assad, avrebbero colpito i territori del Ghouta orientale.

Il territorio del Ghouta, che costituisce una delle principali roccaforti dell’opposizione siriana, era stato posto sotto assedio dalle forze del regime nel dicembre 2012. Negli ultimi mesi le milizie fedeli a Bashar Al-Assad hanno stretto ancora di più l’assedio sul territorio, impedendo agli abitanti di ricevere cibo e medicine. Inoltre, numerosi gruppi armati che controllano la zona hanno reso difficoltoso il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Tutto ciò ha causato la morte di un ingente numero di civili, tra i quali numerosi bambini. Il 27 ottobre, le Nazioni Unite avevano denunciato tale situazione, condannando le forze del regime siriano di Bashar Al-Assad, dal momento che l’assedio aveva costretto almeno 350 mila civili a morire a causa della mancanza di cibo. Tra queste persone, più di 1.100 bambini soffrono di gravi forme di malnutrizione e altre centinaia sono ad alto rischio, stando ai dati dell’UNICEF. In tale occasione, l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite aveva descritto la condizione del Ghouta come “una chiara violazione del diritto internazionale umanitario” e “un crimine contro l’umanità e/o un crimine di guerra”.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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