Referendum Ecuador: trionfa Moreno. Correa è fuori dai giochi

Pubblicato il 6 febbraio 2018 alle 21:00 in Ecuador

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Nella giornata di domenica 4 febbraio il popolo ecuadoriano è stato chiamato alle urne. Tecnicamente si è trattato di un referendum articolato in sette quesiti. Politicamente, un’ulteriore punto di svolta rispetto alle Presidenziali dell’anno scorso.

Chiamati a votare per la Consulta popular, la maggioranza dei cittadini ecuadoriani si è espressa a favore delle sette proposte dell’attuale presidente Lenín Moreno, con una percentuale che va dal 63% al 73%, decretando, di fatto, la scomparsa dalla scena politica di Rafael Correa, suo predecessore e fino ad un anno fa leader della sinistra, colui che aveva scelto proprio Moreno come suo successore. Correa, infatti, aveva scelto, forse per necessità più che per convinzione, proprio l’attuale presidente, preferendolo a Jorge Glas, troppo invischiato nel caso di corruzione Odebrecht che ha scosso nell’ultimo anno l’intero continente, poi eletto vicepresidente e attualmente condannato a sei anni di carcere.

I quesiti riguardavano l’interdizione dalla vita politica di chi è condannato per corruzione; l’abrogazione della legge che consente la rielezione indefinita del presidente della Repubblica; la riorganizzazione del Consejo de participación ciudadana, ovvero l’organo che rappresenta la società civile; l’abolizione della prescrizione dei reati sessuali contro i bambini; l’allargamento della zona protetta dello Yasuní; il divieto di alcuni tipi di estrazione mineraria; l’abrogazione di una controversa legge che prevedeva una forma di tassazione sulla speculazione sui terreni e sugli immobili di proprietà, impedendo di conseguenza l’aumento dei prezzi delle abitazioni.

In questo scontro all’ultimo voto che ha spaccato in due il partito che ha governato il Paese nell’ultimo decennio, Alianza País, Correa ha dimostrato, ad ogni modo, di avere ancora un notevole seguito, continuando ad essere per il Paese un punto di riferimento importante. Tra i suoi meriti, infatti, gli viene riconosciuto di aver ridistribuito risorse a favore dei ceti meno abbienti e di aver riorganizzato lo Stato.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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