Nigeria: arresi 26 militanti di Boko Haram

Pubblicato il 6 febbraio 2018 alle 16:17 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha reso noto che 26 jihadisti di Boko Haram si sono arresi nel corso dell’operazione antiterrorismo Deep Punch 2, nella foresta di Sambisa. Secondo quanto riportato da un comunicato ufficiale, i combattenti avrebbero deposto le armi nell’area di Damboa, nel sud dello Stato del Borno.

Il maggiore generale nigeriano, Rogers Nicholas, ha spiegato che i pentiti dovranno passare attraverso un programma di riabilitazione per la de-radicalizzazione, chiamato Operation Safe Corridor (OPC). Tale iniziativa è stata presentata dal governo federale nigeriano lo scorso 22 agosto, con l’obiettivo di reinserire nella società gli ex combattenti di Boko Haram. Nell’occasione, il capo dello staff della Difesa, Abayomi Olonisakin, aveva spiegato che il programma avrebbe contribuito a porre fini alla crisi nel nord-est del Paese, zona in cui sono concentrati maggiormente i terroristi. “L’OPC è un’iniziativa del governo di Abuja per incoraggiare i militanti nigeriani ad arrendersi e a deporre le armi. L’obiettivo principale è quello di facilitare la possibilità di consegnarsi alle truppe per poi partecipare ad un programma di riabilitazione e de-radicalizzazione, al fine di essere reintegrati nella società”, aveva precisato Olonisakin.

Alcuni militanti che si sono arresi hanno riferito alla stampa che le fila di Boko Haram sono ormai molto indebolite, motivo per cui hanno preferito consegnarsi. Il primo gennaio, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha reso noto che Boko Haram è stato “tecnicamente sconfitto”, anche se non è possibile prevenire tutti gli improvvisi attacchi ed assalti che i suoi militanti continuano a compiere. L’ultimo attentato è avvenuto il 17 gennaio a Muna Garage, un campo sfollati nello stato del Borno, dove un kamikaze si è fatto esplodere, uccidendo almeno 10 persone.

Boko Haram, attivo in Nigeria dal 2009, ha causato la morte di almeno 20,000 persone, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case e causando una grave crisi umanitaria. Nel nord-est del Paese 450,000 bambini stanno rischiando di morire di fame. In quella zona, l’UNICEF sta mettendo in atto una serie di iniziative volte a promuovere la tolleranza religiosa e la reintegrazione. Tuttavia, la furia dei jihadisti ha raggiunto anche gli Stati vicini, come il Ciad, il Niger e il Camerun, dove più di 2,000 scuole sono state chiuse. Secondo le stime del governo americano, nel 2015, Boko Haram è stato il terzo gruppo terroristico del mondo per numero di attentati, pari a 491, con un totale di 5450 vittime, secondo soltanto ai talebani e all’ISIS. I militanti di Boko Haram ricorrono a diverse pratiche violente per colpire i loro nemici. L’utilizzo di donne o bambine kamikaze, in particolare, viene considerato uno dei segni di riconoscimento del gruppo terroristico.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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