La penetrazione economica della Cina in Sri Lanka

Pubblicato il 6 febbraio 2018 alle 6:03 in Asia Cina

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In occasione del settantesimo anniversario dell’indipendenza dello Sri Lanka dalla Gran Bretagna, domenica 4 febbraio, il presidente cinese, Xi Jinping, ha inviato un messaggio al presidente, Maithripala Sirisena, per ricordare la tradizionale amicizia e mutua assistenza tra i due Paesi. Nel messaggio Xi Jinping ha affermato di prestare “grande attenzione allo sviluppo delle relazioni tra la Cina e lo Sri Lanka” e di essere pronto “a compiere determinati sforzi, congiuntamente con il presidente Sirisena, per progredire ulteriormente nello sviluppo di una sincera e mutua cooperazione, preservando gli interessi dei due Stati”. Il presidente cinese ha, inoltre, elogiato la pragmatica cooperazione dello Sri Lanka, soprattutto nell’ambito dell’ambizioso progetto cinese della Belt and Road Initiative e ha auspicato un ulteriore miglioramento della partnership strategica. Tale iniziativa è stata proposta nell’autunno 2013 e si inserisce nella nuova visione strategica cinese con l’obiettivo di migliorare le infrastrutture che collegano la Cina all’Europa e all’Africa, rivitalizzando le regioni più povere e ampliando gli spazi commerciali cinesi.

I rapporti economici tra i due Paesi, avviati formalmente sessantasei anni fa, hanno visto un sensibile incremento a partire dalla fine della brutale guerra civile che ha sconvolto lo Sri Lanka a partire dal 1983 e che si è conclusa solo nel 2009. Nel corso degli ultimi dodici anni, la Cina ha investito circa 15 miliardi di dollari, principalmente per la costruzione di grandi infrastrutture quali, ad esempio, un aeroporto, un porto ad Hambantota, divenuto il secondo porto più grande del Paese, ed una centrale elettrica. La Cina ha anche finanziato generosamente lo Sri Lanka arrivando a detenere circa il 13% dello stock di debito del Paese.

Nell’ambito della Belt and Road Initiative, il governo dello Sri Lanka ha siglato recentemente un accordo per una joint venture tra la China Merchants Port Holdings Company Limited e il porto di Hambantota, con l’obiettivo di renderlo uno dei principali snodi marittimi del progetto. Secondo quanto riportato nell’accordo, il 70% del porto sarà posseduto dalla compagnia cinese mentre il rimanente 30% dalla Sri Lanka Ports Authority. Data la difficile situazione economica, lo Sri Lanka tende a guardare favorevolmente alle possibilità insite in una più stretta collaborazione con il partner cinese, soprattutto nell’ambito dello sviluppo infrastrutturale e commerciale del Paese.

Nel corso di un incontro tra i due ministri degli Affari Esteri, tenutosi nel novembre 2017, sono state delineate cinque aree di interesse per lo sviluppo delle relazioni bilaterali, in vista anche della partecipazione dello Sri Lanka all’EXPO 2018. Tali aree riguardano principalmente i settori degli investimenti, delle infrastrutture, del commercio e della cooperazione marittima.

Secondo quanto riportato anche dall’autorevole rivista The Diplomat si può osservare come la Cina stia diventando uno dei principali partner strategici dello Sri Lanka, accanto alla storica cooperazione del paese con la vicina India, e come il progetto della Belt and Road Initiative possa fornire da trampolino di lancio per ulteriori avanzamenti nei rapporti tra i due Paesi.

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di Redazione

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