Italia: Erdogan in visita a Roma

Pubblicato il 5 febbraio 2018 alle 11:29 in Italia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si è recato in visita di stato in Italia per incontrare papa Francesco, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il primo ministro, Paolo Gentiloni.

Domenica 4 febbraio, il presidente turco è giunto nella capitale italiana, dove, il giorno successivo, lunedì 5 febbraio, incontrerà papa Francesco per discutere la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, annunciata ufficialmente il 6 dicembre 2017. Si tratta della prima visita del presidente turco al Vaticano in 59 anni, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters.

Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele costituisce una questione estremamente delicata, dal momento che la città rappresenta un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei, di conseguenza, sia i palestinesi sia Israele ambiscono a proclamare la città capitale del proprio Stato. Oltre a ciò, lo status di Gerusalemme costituisce una delle questioni più spinose nel processo di pace israeliano-palestinese. In merito alla questione, la comunità internazionale ritiene che lo status di Gerusalemme debba essere deciso soltanto nei colloqui di pace tra Israele e Palestina.

I rapporti tra Erdogan e Papa Francesco sono stati tesi in passato, in particolare in seguito al fatto che, il 12 aprile 2015, il Santo Padre aveva dichiarato che il massacro degli armeni sarebbe stato il primo genocidio del XX secolo. Il 24 aprile 1915 era iniziato lo sterminio sistematico, da parte del governo ottomano di 1,5 milioni di armeni. In seguito a tali dichiarazioni, in segno di protesta, il presidente turco aveva richiamato in patria l’ambasciatore.

Nonostante i contrasti, le due parti hanno trovato terreno comune sulla questione di Gerusalemme, in merito alla quale Erdogan e Papa Francesco avevano concordato che qualsiasi cambio dello status della città sarebbe dovuto essere evitato. Prima di lasciare la Turchia, il presidente aveva aggiunto che gli Stati Uniti si sarebbero isolati con la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. In tal senso, Erdogan aveva dichiarato: “Nel processo che ci attende, accettiamo Gerusalemme come capitale della Palestina. Questo è l’obiettivo da raggiungere. Stiamo lavorando per questo”.

Durante l’incontro, le due parti discuteranno anche la situazione in Siria e in Iraq, oltre alle questioni degli aiuti umanitari e dei rifugiati. Il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato l’operazione Ramo d’Olivo contro il distretto di Afrin, situato nel territorio settentrionale della Siria, al confine con la Turchia. La campagna, che è ancora in corso, mira a sconfiggere le Syrian Democratic Forces, le forze curde che sono considerate dalla Turchia parte del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), un partito politico e paramilitare curdo ritenuto illegale dalla Turchia.

Lunedì 5 febbraio, il presidente turco incontrerà anche il primo ministro italiano, Paolo Gentiloni, oltre al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ad alcuni imprenditori italiani. Prima di lasciare la Turchia, Erdogan aveva dichiarato: “Le nostre relazioni bilaterali con l’Italia sono eccellenti, è un Paese amico con cui abbiamo una visione comune rispetto ai problemi regionali” e ha aggiunto: “Lavoriamo insieme per la pace e la stabilità nel Mediterraneo. Come alleati Nato, contribuiamo alla sicurezza reciproca. Nei colloqui di Roma discuteremo delle relazioni bilaterali. L’adesione della Turchia alla Ue non può essere sacrificata a calcoli di politica interna e Gerusalemme non è una questione solo dei musulmani”.

All’incontro con le aziende parteciperanno i leader delle società italiane che lavorano in vari settori, quali quello automobilistico, dei macchinari, dell’industria della difesa, alimentare e farmaceutico. In tale occasione, le parti discuteranno le opportunità di investimento, i recenti sviluppi economici e le nuove riforme in Turchia. In tal senso, il presidente turco ha dichiarato: “Lo scorso anno il volume dei nostri scambi è stato di quasi 20 miliardi di dollari, ma il potenziale è doppio. Nel 2020 puntiamo a 30 miliardi di dollari”.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Monitor, le autorità italiane avrebbero schierato 3.500 poliziotti a Roma e avrebbero imposto un divieto di 24 ore sull’organizzazione di manifestazioni, che rimarrà in vigore dalla serata di domenica 4 a quella di lunedì 5 febbraio.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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